Libri – eBooks

Edgar Rice Burroughs (Chicago1º settembre 1875 – Encino19 marzo 1950) è stato uno scrittore statunitense di fama mondiale, autore fra l’altro del ciclo di romanzi centrati sulla figura di Tarzan, il mitico personaggio della giungla allevato dalle scimmie che ha alimentato la fantasia dei lettori e degli appassionati di cinema di più di una generazione.

La Nebulosa del Granchio – osservata dagli astronomi cinesi nel 1054 – è il prodotto di una supernova o di una stella esplosa. Distante dalla Terra tremila anni luce, ha cominciato a invaderla per sottoporla a un controllo totale, biologico e psicologico – e ora sta per procedere all’attacco finale, scatenato dai Criminali Nova. Ma un’alleanza composta dalla Polizia Nova e dalla Resistenza di Hassan i Sabbah (il Vecchio della Montagna) non è disposta ad arrendersi. È dunque la minaccia di uno schianto apocalittico a innervare il terzo pannello (dopo Pasto nudo e La macchina morbida) della tetralogia di Burroughs – e mai come in Nova Express egli è riuscito a dare concretezza profetica alla sua visione e al suo ardito sperimentalismo.

Certe scene sembrano già contenere tutto il cyberpunk e l’immaginario che alimenta Matrix, e l’idea del linguaggio come onninvasivo strumento di plagio e anestesia sembra preludere a ogni teoria del Complotto e del Controllo. L’unico, paradossale riscatto, in questo universo chiuso e manicomiale, è il linguaggio sabotatore di Burroughs: una frantumazione di suoni e di luci (esaltata dalla consueta tecnica del cut-up) che oscilla tra naturale e artificiale, biologico e tecnologico, ed è capace di ampli$care vertiginosamente le possibilità metamorfiche e inventive della parola.
Burroughs William S. – Nova Express.rar (1.78 MB) 

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Edgar Rice Burroughs è stato uno scrittore statunitense di fama mondiale, autore fra l’altro del ciclo di romanzi centrati sulla figura di Tarzan, il mitico personaggio della giungla allevato dalle scimmie che ha alimentato la fantasia dei lettori e degli appassionati di cinema di più di una generazione.

Si è a lungo disquisito se i romanzi di John Carter di Marte appartenessero più alla fantascienza che al fantasy (generi del resto all’epoca non ancora codificati). La scienza e la tecnologia hanno un peso apparentemente ridotto al minimo nelle avventure del capitano Carter, va tuttavia considerato che, all’epoca in cui furono scritti questi libri, il mezzo di locomozione più comune era il cavallo e che l’ultimo grido della tecnologia era considerato il telefono. Per Burroughs il vero interesse è soprattutto creare delle avventure coinvolgenti in ambientazioni meravigliose ed esotiche. D’altro canto, sebbene il mondo di John Carter sia popolato da feroci guerrieri e principesse vestite audacemente d’appena qualche catenella d’oro, non si può nemmeno collocarlo a pieno titolo nel filone fantasy classico, anche perché Burroughs rifiuta con piglio positivista di dare un ruolo al soprannaturale in questi suoi romanzi, rigettando ogni superstizione: addirittura nell’ultima delle tre avventure il suo personaggio sarà protagonista di una lunga e difficile crociata per sradicare la crudele religione diffusa sul pianeta rosso. Pertanto l’opera di Burroughs è spesso classificata nel filone detto science fantasy.

Vol. 1. JOHN CARTER DI MARTE [Cosmo Oro n. 10] Contiene i romanzi: La principessa di Marte – Gli Dèi di Marte – Il Signore della guerra

Vol. 2. LE PEDINE DI MARTE [Cosmo Oro n. 44] Contiene i romanzi: Thuvia la fanciulla di Marte – Le Pedine di Marte

Vol. 3. LA MENTE DI MARTE [Cosmo Oro n. 48] Contiene i romanzi: La Mente di Marte – Il Guerriero di Marte

Vol. 4. I GUERRIERI DI MARTE [Cosmo Oro n. 52] Contiene i romanzi: Le Spade di Marte – Gli uomini sintetici di Marte

Vol. 5. LLANA DI GATHOL [Cosmo Oro n. 55] Contiene i romanzi: Llana di Gathol – John Carter di Marte

[eBL 011] Edgar Rice Burroughs – Il Ciclo Di Marte.zip (6.38 MB)

William Burroughs – Pasto nudo

Nel romanzo, scritto in anni in cui questi temi e queste realtà venivano generalmente schivati, Burroughs ci offre il racconto allucinato dell’inferno di un tossico. Lacerato tra la necessità impellente della “roba” e il richiamo molesto della carne, braccato da polizia e spacciatori, Lee, il suo Doppio, trascorre le giornate in sordidi luoghi pervasi dai miasmi del corpo e dalle fobie della mente. Scavando nelle proprie ferite con l’acume della paranoia e un’acrobatica inventiva stilistica, Burroughs tratteggia un ritratto dell’America all’acido fenico, un ritratto cui la vita quotidiana ha tentato con gli anni di adeguarsi.
[eBL 060]William S. Burroughs – Il pasto nudo.rar (2.62 MB)

In questo romanzo l’autore sceglie un pirata come protagonista. Capitan Mission è un personaggio che si dice sia veramente esistito, anche se ci sono forti dubbi in merito. Quasi cent’anni prima della rivoluzione francese, il pirata predicò e mise in atto la completa uguaglianza, l’abolizione della schiavitù, della tortura e della pena di morte, inoltre in una zona costiera imprecisata del Madagascar fondò uno stato battezzato Libertatia che, siamo sempre sul “si dice”, fu distrutto poco tempo dopo.

Burroughs parte da questa premessa e immagina che la colonia non venga distrutta e ambienta il racconto parte nel diciottesimo secolo e parte nel futuro con creature che provengono sia dal mondo reale che da quello fantastico o fantascientifico. In Le città della notte rossa si ritrovano i temi tipici dell’autore: il controllo “del potere” sugli uomini, la droga, il sesso, la visione, la magia e molto altro.

MB205. Burroughs W.S. [IT] – Le citta della notte rossa.rar (4.36 MB)

All’inizio del XVIII secolo, il pirata Mission fonda in una remota baia del Madagascar la colonia di Libertatia, per dimostrare che trecento sbandati (pirati, marinai disertori, schiavi liberati) possono coesistere in relativa armonia fra di loro e con l’ambiente circostante. Nella casa che Mission ha ricavato da una antica e misteriosa struttura vive anche un lemure chiamato Fantasma: nel loro legame si rispecchia l’unione fra le due parti dell’organismo umano, l’una «scivolata dentro un’incantata innocenza senza tempo», l’altra «avviata inesorabilmente verso il linguaggio, il tempo, l’uso di strumenti, la guerra, lo sfruttamento e la schiavitù». Una sera Mission assume una dose sconsiderata di cristalli di indri, una potente droga, e inizia un viaggio a ritroso nel tempo. La caverna si trasforma nell’ingresso al biologico Giardino delle Occasioni Perdute, in cui sono contenuti «tutti i morbi insiti nello stampo dell’uomo», le Sette Piaghe d’Egitto, i Peli, i Sudori, che si liberano quando lo stampo si spezza. In questa breve, allucinata avventura tropicale Burroughs dà corpo con sconcertante precisione a una delle angosce peculiari dei nostri anni: quella di appartenere ormai a una nuova «età dei virus», dove mali inauditi si scatenano come vendette ancestrali e come risposte a una lesione sopravvenuta nella fisionomia umana.
William S. Burroughs – La Febbre Del Ragno Rosso.pdf (145.13 KB)

Partendo da una trovata che ha anche un fondamento storico, un bambino allevato da un animale, Burroughs scrive una delle più avvincenti e fantasiose storie d’avventura: quella di Tarzan, il misterioso uomo delle scimmie che vive nella giungla africana.
Il sapore dell’avventura si avverte già dalle prime pagine. Come pure il mistero. Gli ingredienti ci sono tutti fin dall’inizio: una costa dell’Africa, la giungla selvaggia, gli urli delle bestie.
Così se il bambino che viene allevato dalle scimmie ci spinge in un primo momento alla compassione, subito dopo ci accorgiamo delle sue straordinarie doti e della sua intelligenza, che lo porteranno a vincere le paure e i nemici.
Di ramo in ramo Tarzan ci condurrà sempre più nel fitto della giungla, a stretto contatto con la natura primitiva, crescerà con essa, diventerà uomo e imparerà non solo gli usi delle scimmie ma anche quelli della sua razza: gli uomini.
Gli uomini che gli faranno conoscere il suo passato, ma soprattutto una civiltà fatta su misura per loro, ben lontana dai sentieri verdeggianti della giungla, dalle liane lunghissime, dalle belve da affrontare, dai frutti succosi di cui nutrirsi.
Edgar.Burroughs.Tarzan.Delle.Scimmie.iTALiAN.eBooK.rar (2.43 MB)
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Quando l’auto della polizia svoltò l’angolo, in fondo alla strada, Fallon s’infilò d’istinto nel vano del portone più vicino e attese che l’auto passasse. Indugiò ancora un paio di minuti, poi riprese il suo cammino, alzando il bavero dell’impermeabile perché cominciava a piovere.
Proseguì verso la zona portuale, tenendosi nell’ombra, le mani sprofondate nelle tasche dell’impermeabile blu scuro di taglio militare: era un tipo bruno, non più alto di un metro e sessanta o sessantacinque; più che camminare sembrava che scivolasse.
Una nave scendeva il Tamigi a valle della City, suonando la sirena da nebbia: strana, inquietante… l’ultimo dei dinosauri vagante in una palude primordiale, solo, in un mondo ormai estraneo e ostile.
Jack Higgins – Una Preghiera Per Morire (Ita Libro).pdf (641.43 KB)
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Louis-Ferdinand Célinepseudonimo di Louis-Ferdinand Auguste Destouches (Courbevoie27 maggio 1894 – Meudon1 luglio 1961), è stato uno scrittore e medico francese. Lo pseudonimo, con cui firmò tutte le sue opere, era il nome della nonna materna.

Céline è considerato uno dei più influenti scrittori del XX secolo, celebrato per aver dato vita a un nuovo stile letterario che modernizzò laletteratura francese ed europea. La sua opera più famosa, Viaggio al termine della notte (Voyage au bout de la nuit1932), è un’esplorazione cupa e nichilista della natura umana e delle sue miserie quotidiane, dove la misantropia dello scrittore è costantemente ravvivata da un acutocinismo. Lo stile del romanzo – con il continuo mischiarsi di linguaggio popolare ed erudito e il frequente uso di iperboli ed ellissi - impose Céline come un innovatore nel panorama letterario francese.

Per le sue prese di posizione e affermazioni durante la Seconda guerra mondiale, esposte in alcuni pamphlet accusati di antisemitismo, Céline rimane oggi una figura controversa e discussa.

Mi capita sempre più spesso di imbattermi in proteste per l’emarginazione cui la sinistra, ritenuta egemone in campo culturale, avrebbe condannato il pamphlet di Louis-Ferdinand Céline Bagatelle per un massacro (1937). Ci si riferisce in particolare al fatto che l’edizione Guanda del 1981 fosse esclusa dal commercio e limitata alle biblioteche – in sintonia con la messa al bando del volume in tutta Europa.
E’ recente una protesta di Franco Cardini, nell’ambito di una intervista a La Repubblica, contro questa “ingiusta” esclusione. Altre, meno autorevoli, sono seguite.

Celine – Bagatelle di un massacro.pdf (1.73 MB)

FiLESERVE

Pubblicati, rispettivamente, nel 1937 e nel 1941, Mea culpa e La bella rogna appartengono alla serie dei pamphlets d’argomento politico-morale che costarono al loro autore, dopo la guerra, un’infamante condanna e una dura emarginazione, ponendo le premesse di quel «caso Celine» che dura ancor oggi con effetti di sorprendente virulenza
come hanno fra l’altro dimostrato, lo scorso anno il clamore, l’interesse e lo scandalo suscitati dalla pubblicazione, in questa stessa collana, di Éa-gatelle per un massacro. Con questo volume, Guan-da intende dare un seguito organico e a suo avviso doveroso al programma – iniziato appunto con la proposta del testo integrale di Bagatelle – di completare agli occhi dei lettori italiani l’immagine di uno dei più grandi scrittori del nostro secolo, ingiustamente e arbitrariamente mutilata dalla cen-sura che da più di quarantanni grava su una parte cospicua e – nel bene e nel male – indispensabilmente significativa della sua opera.

Comunque si voglia giudicare il contenuto ideologico dei pamphlets (ma sarebbe il caso di ricordare, almeno ogni tanto, che si tratta di testi letterari, nei quali la natura metaforica del discorso prevale di gran lunga sui suoi significati apparenti), resta il fatto che è impossibile capire il passaggio di Celine dai primi capolavori narrativi (Viaggio al termine della notte, Morte a credito) a quelli della maturità (II castello dei rifugiati, Nord, Rigodon) se ci si ostini a prescindere, in base a un’astratta discriminazione ideologica, dalla straordinaria novità stilistica introdotta dalle concitate, roventi, apocalittiche invettive cui lo scrittore s’abbandonò – senza mai perdere, tuttavia, il controllo della sua prodigiosa scrittura – in queste pagine «infami» o (come a noi sembra più giusto dire) supremamente rischiose, provocatorie e laceranti. Ma se, in linea generale, il modo più saggio e proficuo per accostarsi al Celine dei pamphlets è quello di cercarvi lo scrittore e non l’ideologo, il disperato, sregolato profeta di sventure e non il presunto fautore o propagandista di crimini storici, è quanto meno opportuno operare in esso qualche distinzione. Così, per quanto riguarda i due testi qui riuniti, sarebbe davvero ingenuo, se non fosse soprattutto tendenzioso, accomunare in un’unica esecrazione e sotto un’unica etichetta, quella dell’antisemitismo, gli esulcerati e deviati anatemi di La bella rogna con la polemica antisovietica di Mea culpa, probabilmente la più implacabile, ma anche la più lucida requisitoria contro l’involuzione burocratica, poliziesca e neoborghese della Rivoluzione d’ottobre che la cultura occidentale abbia avuto la capacità e il coraggio di produrre in quegli anni.

Celine – Mea Culpa Bella Rogna.pdf (52.19 MB)

FiLESERVE

“Morte a credito”, pubblicato nel 1936, è il secondo romanzo di Céline, che nelle sue pagine ritorna alla propria infanzia e adolescenza. Cresciuto in un’atmosfera soffocante e carica d’odio, illuminata solo dalle presenze della nonna Caroline e dello zio Eduard, il giovane Ferdinand racconta le proprie esperienze familiari, turistiche, scolastiche, erotiche e di lavoro.

Louis Ferdinand Celine – Morte a Credito.pdf (1.83 MB)

FiLESERVE

Quindi lascerò che le cose scorrano, le circostanze si aggravino, si avvelenino mano a mano… Non fiaterò una cediglia, aspetterò gli esiti fatali in tranquilla dignità, me ne starò rannicchiato, in qualche luogo, qualche angolo di cantina, per morire all’ultimo, per vedere prima morire tutti gli altri, goderne un po’, dirmi quanto avessi ragione…” (L. F. Céline, La scuola dei cadaveri, 1939.)

“Céline è un eccellente scrittore ma un perfetto ********”. Questo è il giudizio espresso pochi giorni fa dal sindaco di Parigi Bertrand Delanoë. Ancora una volta Luis Ferdinand Céline smuove coscienze e budella. Questi i fatti: come da venticinque anni ormai, il ministero della cultura francese pubblica a inizio anno il volume nel quale vengono presentati tutti gli uomini e donne illustri di Francia che si intende celebrare in vista delle ricorrenze della loro morte o nascita.

Celine – La scuola dei cadaveri.pdf (1.08 MB) 

FiLESERVE

“Il nostro professor Y, come mille altri, laureati, docenti, cogli occhiali, senza occhiali, ci aveva un monoscritto ‘in lettura’…non sono più romanzi quelli che pubblicano, ma tanti compitini!… compitini sarcastici, compitini archeologici, compitini proustici, compitini senza capo né coda, compitini! compitini nobelici… compitini anti-antirazzistici! compitini per piccoli premi! per grandi premi!…”. Celine dà così sfogo nelle pagine violente di questo suo romanzo-pamphlet a un delirio, o se si preferisce, a una festa verbale dai toni tipici dell’invettiva, orchestrata dentro lo scenario di un’umanità impietosa e di una visione catastrofica della storia. Nella fattispecie, Céline finge di concedere un’intervista all’immaginario professor Y sul perché non si vendano più i suoi libri, intervista sollecitata dal suo editore e che si trasforma inevitabilmente in un frenetico, sincopato soliloquio. Sinché il professor Y, stremato e ubriacato dal fiotto di invettive di Céline, sviene, stramazza, cerca scampo…

Colloqui con il professor Y.pdf (30.55 MB)

FiLESERVE

L’anarchico Céline, che amava definirsi un cronista, aveva vissuto le esperienze più drammatiche: gli orrori della Grande Guerra e le trincee delle Fiandre, la vita godereccia delle retrovie e l’ascesa di una piccola borghesia cinica e faccendiera, le durezze dell’Africa coloniale, la New York della “folla solitaria”, le catene di montaggio della Ford a Detroit, la Parigi delle periferie più desolate dove lui faceva il medico dei poveri, a contatto con una miseria morale prima ancora che materiale. Questo libro sembra riassumere in sé la disperazione del nostro secolo: è in realtà un’opera potentemente comica, in cui lo spettacolo dell’abiezione scatena un riso liberatorio, un divertimento grottesco più forte dell’incubo.

Louis Ferdinand Celine – Viaggio al termine della notte.pdf (1.45 MB)

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http://www.infinitestatue.com/img_pages/dylan_dog_logo.jpg

Autore: Tiziano Sclavi
Titolo: Dylan Dog
Anno: dal 1986
Nazionalità: Italia
Genere: Horror
Formato dei file: CBR / pdf
http://www.idesh.net/img/dylandog.jpg

Dylan Dog, indagatore dell’incubo squattrinato, affronta tutta la tradizione horror precedente con una vena di surrealismo e polemica antiborghese ponendosi in difesa dei deboli e degli oppressi contro i torturatori di ogni tipo. La caratterizzazione grafica di Dylan Dog è ispirata all’attore Rupert Everett, l’ambientazione tipica è quella di Londra, dove il protagonista vive, al numero 7 di Craven Road. L’abbigliamento è uno dei suoi elementi caratterizzanti: veste sempre allo stesso modo, camicia rossa, giacca nera, jeans blu e scarpe clarks; ha comprato 12 completi identici dopo la morte della sua fidanzata Lillie Connoly, seguendo un consiglio dell’ispettore Bloch. Il suo nome è stato ripreso dal poeta Dylan Thomas.
Dylan Dog è vegetariano ed astemio (dopo esser stato alcolizzato).
Il primo consiglio che solitamente dà ai suoi clienti è di andare da uno psicologo/psichiatra, e non crede nelle coincidenze.

Cartella FiLESERVE con tutti i volumi disponibili al momento inclusi gli speciali

http://www.filmzone.it/wp-content/uploads/2008/11/dylan.jpg
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Tra i maggiori filosofi occidentali di ogni tempo,
Nietzsche ebbe un’influenza articolata e controversa sul pensiero filosofico e politico del Novecento.
La sua filosofia è considerata da alcuni uno spartiacque della filosofia contemporanea verso un nuovo tipo di pensiero,
ed è comunque oggetto di divergenti interpretazioni.
In ogni caso si tratta di un pensatore unico nel suo genere,
sì da giustificare l’enorme influenza da lui esercitata sul pensiero posteriore.

Opere presenti nella raccolta :
La Visione Dionisiaca Del Mondo
Al Di Là Del Bene E Del Male
Umano Troppo Umano
L’Anticristo
Così Parlò Zarathustra
La Filosofia Nell’Età Tragica Dei Greci
La Nascita Della Tragedia
Verità E Menzogna
La Volontà Di Potenza
Ecce Homo
Crepuscolo Degli Idoli
Pensieri Sui Pregiudizi Morali

Raccolta Nietzsche.rar (100.53 MB)

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Non sembra il caso di suggerire ai nostri lettori di non aspettarsi i grandiosi affreschi di Tucidide o Tacito, di Machiavelli o Gibbon. Tutti sanno che non siamo storici e non avremmo comunque il mestiere e il genio per guardare a tali altezze. Ma da quei maestri una lezione l’abbiamo pur appresa: la Storia obiettiva, la Storia imparziale, la Storia definitivamente veritiera non esiste, può essere soltanto un’aspirazione, una meta intravista e irraggiungibile. Ogni pagina di questo libro è arbitraria e contestabile. Abbiamo scelto 150 giornate a nostro avviso significative, distribuendole equamente fra i quindici decenni dell’Italia Unita. Ma cosa vuol dire significative? Alcune erano obbligatorie, ma molte altre, non senza lunghe discussioni tra di noi, sono state incluse o escluse, con intendimenti ragionevoli e tuttavia opinabili.

A ogni capitoletto di questa ormai lunga vicenda abbiamo cercato di dare un taglio narrativo, di partire da un particolare più vivido per evitare ai nostri lettori la triste impressione del grigiore scolastico. Sono 150 racconti contratti, ridotti all’essenziale e dolorosamente privi di infiniti risvolti, sacrifici dettati dalle necessità grafiche del quotidiano torinese La Stampa” che ha avuto l’idea e che ha pubblicato nei mesi scorsi queste pagine. Il nostro intento era di offrire un’infarinatura di storia d’Italia a tutti coloro che ne hanno perso memoria o non l’hanno mai avuta.

Carlo.Fruttero.Massimo.Gramellini.La.Patria.Bene.O.Male.eBook.iTA.rar (1.45 MB)

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David Foster Wallace (Ithaca, 21 febbraio 1962 – Claremont, 12 settembre 2008) è stato uno scrittore e saggista statunitense.

Definito dal New York Times un “Émile Zola post-millennio” e “la mente migliore della sua generazione”, la critica ha spesso paragonato David Foster Wallace ad autori celebrati come Thomas Pynchon, Don DeLillo, Vladimir Nabokov, Jorge Luis Borges.

Considerato uno dei rappresentati della corrente letteraria Avantpop, ha ricevuto diversi premi, tra cui la MacArthur Fellowship.

Wallace è stato trovato dalla moglie, Karen Green, impiccato nel patio di casa sua a Claremont, in California, la sera del 12 settembre 2008.

eBookS Presenti in questa raccolta:

David Foster Wallace – Una cosa divertente che non farò mai più (1997) – ITA

Un capolavoro di comicità e virtuosismo stilistico con cui i lettori italiani hanno conosciuto il genio letterario di David Foster Wallace. Commissionatogli inizialmente come articolo per la prestigiosa rivista Harper’s, questo reportage narrativo da una crociera extralusso ai Caraibi – iniziato sulla stessa nave che lo ospitava e cresciuto a dismisura dopo innumerevoli revisioni – è ormai diventato un classico dell’umorismo postmoderno e al tempo stesso una satira spietata sull’opulenza e il divertimento di massa della società americana contemporanea.

 David Foster Wallace – Questa è l’acqua (2009) – ITA

I sei racconti di “Questa è l’acqua”, scritti tra il 1984 e il 2005, offrono uno sguardo di insieme sulla straordinaria avventura artistica di Wallace, e una summa delle sue tematiche e dei diversi stili con cui le ha affrontate ed esaltate. La depressione, vivisezionata nelle sue spietate dinamiche nel doloroso e commovente “Il pianeta Trillafon in relazione alla Cosa Brutta”; la ricerca di una nuova maturità ed equilibrio nel discorso tenuto davanti agli studenti del Kenyon College, che dà il titolo alla raccolta; il sentimento amoroso in tutte le sue possibili declinazioni, tra goffaggine, tenerezza, crudeltà, nelle due novelle “Solomon Silverfish” e “Ordine e fluttuazione a Northampton”; l’adolescenza come stagione della vita in cui ricerca d’identità e perversione finiscono per coesistere, in “Altra matematica”; le nuove complessità del mondo globale e il crollo di ogni logica binaria, nel piccolo gioiello “Crollo del ’69″. Il volume – in prima edizione mondiale per Einaudi – è corredato da una nota di Don DeLillo su quello che è considerato tra i più importanti scrittori americani dell’ultima generazione, e da una postfazione del curatore Luca Briasco.
David Foster Wallace – La scopa del sistema (1987) – ITA

Le avventure di Lenore, che si mette alla ricerca della bisnonna, antica studiosa di Wittgenstein, fuggita dalla sua casa di riposo insieme a venticinque tra coetanei e infermieri; del fratello LaVache, piccolo genio con una passione smodata per la marijuana; del pappagallo di famiglia, Vlad l’Impalatore, che recita sermoni cristiani su una Tv via cavo; di Norman Bombardini, re dell’ingegneria genetica, che si ingozza di cibo e sogna di ingurgitare il mondo intero; di Rick Vigorous, il capo e l’amante di Lenore, negazione vivente del suo stesso cognome. Una galleria di personaggi uno più esilarante e paradossale dell’altro, sullo sfondo di un’America impazzita, grottesca, più vera del vero. Scritto a ventiquattro anni nel 1987, questo è il romanzo che ha rivelato al mondo la nascita di un talento e di una figura di culto e – come sottolinea Stefano Bartezzaghi nell’introduzione – “è probabilmente per questo che la notizia del suo suicidio ha percosso i suoi lettori con la forza di uno staffilante dolore personale, diretto: cosa avesse in testa quell’uomo non era più una questione letteraria, era diventata una questione esistenziale senza vie di scampo. E in tanti ci si è chiesti quando sarà possibile tornare a leggere le sue opere senza pensarci, senza dare troppo peso ai presagi di cui ora sembrano pullulare”.
David Foster Wallace – Oblio (2004) – ITA

Otto romanzi brevi in cui Wallace gioca felicemente fra le macerie della realtà, aprendo nuove vie, nella scelta sia del tema come dellla forma più originale e sorprendente. Personaggi descritti nelle loro angosce e allucinazioni, scavati fino a zone inesplorate della psiche e della carne, senza mai la benchè minima concessione a psicologismi o verismo di maniera. Dal giovane di successo consapevole di essere un impostore, condannato a smascherarsi o ad annientarsi, al pluriomicida che di fronte alla cecità degli altri si scatenerà in un college. Oltre le singole storie, questo libro mostra che la letteratura può arrivare al cuore marcio della società e spalancarci il corpo martoriato, eppure così normale, della nostra vita quotidiana.
David Foster Wallace – Infinite Jest (1996) – ITA

In un futuro non troppo remoto e che somiglia in modo preoccupante al nostro presente, la merce, l’intrattenimento e la pubblicità hanno ormai occupato anche gli interstizi della vita quotidiana. Il Canada e gli Stati Uniti sono una sola supernazione chiamata ONAN, il Quebec insegue l’indipendenza attraverso il terrorismo, ci si droga per non morire, di noia e disperazione. E un film perduto e misterioso, “Infinite jest”, dello scomparso regista James Incandenza, potrebbe diventare un’arma di distruzione di massa…
David Foster Wallace – La ragazza dai capelli strani (1989) – ITA

Quando fu pubblicata per la prima volta negli Stati Uniti, nel 1989, questa raccolta di racconti confermò David Foster Wallace (all’epoca già autore di un inconsueto romanzo, “La scopa del sistema”) come astro nascente della nuova narrativa americana: uno di quei rari talenti che, come dichiara la scrittrice Zadie Smith, è magistralmente in grado di “unire testa, cuore e viscere” nella sua scrittura. Dagli anni Sessanta di Lyndon Johnson al jazz patinato di Keith Jarrett al talk show dissacratorio di David Letterman, dai quiz televisivi ai ranch dell’Oklahoma, dagli yuppies ai punk, dai giovani matematici di Harvard ai proletari della provincia depressa, nelle sue storie “Wallace descrive e commenta l’intera cultura americana (e soprattutto le nevrosi, le ossessioni, le passioni, il disagio emotivo di tutto l’Occidente contemporaneo) con un’acutezza e un vigore avanguardistico che a distanza di vent’anni mantengono inalterata la potenza di questo libro”. Il volume contiene un racconto inedito dal titolo “Brave persone” uscito nel febbraio 2007 sul “New Yorker”.
David.Foster.Wallace.Raccolta.eBooks.iTA.rar (17.86 MB) 
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Il maestro e Margherita

Il maestro e Margherita (in russo Мастер и Маргарита[?]) è un romanzo di Michail Bulgakov, incentrato sull’idea di una visita del Diavolo nell’Unione Sovietica atea degli anni ’30. Molti critici considerano quest’opera dallo spiccato contenuto satirico nei confronti dell’immobile realtà sovietica uno dei più grandi capolavori della letteratura russa del XX secolo [1]. Eugenio Montale definì il romanzo «un miracolo che ognuno deve salutare con commozione»[2], mentre Veniamin Kaverin scrisse «per originalità sarà difficile trovare un’opera che gli stia a pari in tutta la letteratura mondiale»[3].

Michail Bulgakov- Il Maestro e Margherita.pdf (1.56 MB)

FiLESERVE

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La Storia – Elsa Morante

La Storia è il titolo di uno dei romanzi fra i più conosciuti ma anche fra i più discussi della scrittrice Elsa Morante. L’autrice impiegò tre anni per comporlo e volle che fosse dato alle stampe in edizione tascabile in brossura. È stato pubblicato nel giugno del 1974 nella collana Gli Struzzi dalla casa editrice Einaudi.[1]

Ambientato nella Roma della seconda guerra mondiale e dell’immediato dopoguerra, come romanzo corale è pretesto per un affresco sugli eventi bellici visti in soggettiva con gli occhi dei protagonisti e della popolazione ferita alle prese con problemi vecchi e nuovi dovuti ai tragici avvenimenti di quegli anni.

I quartieri romani martoriati dai bombardamenti e le borgate di periferia affollate da nuovi e vecchi poveri (San Lorenzo, Testaccio, Pietralata, il ghetto ebraico di Roma) e le alture dei vicini Castelli Romani – in cui si muovono le formazioni partigiane di opposizione al nazifascismo e alcuni dei principali protagonisti della vicenda che scandisce la narrazione come un naturale fil rouge – vengono descritti con crudo realismo ma anche con una marcata visionarietà poetica.

La.Storia.Elsa.Morante.iTALiAN.Audio.Book.rar (265.02 MB)

FiLESERVE

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Titolo Bollito misto con mostarda
Autore Luttazzi Daniele
Editore Feltrinelli
Formato pdf
Dati 2005, 369 p., brossura
Editore Feltrinelli
Allevato in Romagna da genitori insegnanti che sperimentarono su di lui la nuova didattica degli anni sessanta, Daniele Luttazzi ha imparato a rendere la propria alienazione interessante, radunando nel tempo un seguito di appassionati che amano il suo umorismo cinico e sarcastico. In questo libro Luttazzi “spara” contro la disinformazione, la pigrizia elettorale, le legnate inferte ai princìpi della democrazia, contro la “chiesa oscurantista” e contro la “sinistra inconcludente”, e naturalmente contro mister B. Una parte del libro è dedicata al racconto su un maggio in Iraq per intrattenere le truppe italiane al fronte.
Daniele_Luttazzi.Bollito_misto_con_mostarda.pdf (1.68 MB)
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Titolo Le vergini suicide
Autore Eugenides Jeffrey
Dati 1999
Editore Mondadori  (collana Piccola biblioteca oscar)
Un narratore “collettivo”, voce di un gruppo di coetanei maschi, rievoca a vent’anni di distanza la vicenda delle cinque sorelle Lisbon, oggetto proibito della loro adolescenza, avvolte in un’aura di mistero che la tragica fine comune – si sono tutte tolte la vita nel breve spazio di un anno – ha fissato per sempre. Nella memoria di questi antichi, tenacissimi spasimanti, esse divengono il simbolo di una possibilità remota e perduta: l’irruzione di un fremito ignoto nel mondo tranquillo, ordinario, opprimente dell’America suburbana degli anni Settanta. Il libro segna l’esordio folgorante di uno scrittore poco più che trentenne, ma già padrone di uno stile e di un universo letterario affatto personali.
Jeffrey_Eugenides_-_Le_vergini_suicide.pdf (629.06 KB)
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Titolo La città dei libri proibiti
Autore Harper Tom
Dati 2010, 467 p., brossura
Traduttore Biasci A.
Editore Newton Compton  (collana Nuova narrativa Newton)

Trama

Tra la New York di oggi e la Strasburgo del 1400 si giocano i destini di
due uomini e dell’intera umanità. . Nick Ash lavora per l’FBI e ha appena
ricevuto un’email dalla sua ex fidanzata, Gillian, che contiene una
strana carta da gioco medievale e un’urgente richiesta: «Aiutami, stanno
arrivando». Quando Nick cerca di rintracciarla si accorge che la donna è
scomparsa, ed è stata vista per l’ultima volta in un piccolo paese tra le
montagne tedesche. Non gli resta altro che partire. Volerà in Europa per
trovarla, ma durante la ricerca dovrà fare i conti con la storia di un
uomo leggendario, Gutenberg, e con un mistero vecchio seicento anni: un
segreto che qualcuno sta cercando di preservare, anche a costo di
uccidere. Nick seguirà le tracce di un antico manoscritto, cercando di
ricostruire, di città in città, un puzzle che si fa sempre più complesso;
perché i pezzi di questa storia sono stati celati per troppi secoli.
Gillian è la chiave, salvarla è l’unica possibilità per uscirne vivi.

Tom.Harper.La.Citta.Dei.Libri.Proibiti.iTALiAN.eBook.rar (3.09 MB)

FiLESERVE

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Non siamo realmente noi se non quando, mettendoci di fronte a noi stessi, non coincidiamo con niente, nemmeno con la nostra singolarità

leggiamo già alle prime righe di questo libro. E subito sappiamo di trovarci di fronte a qualcuno che non si identifica né con l’uomo, né con la
specie, né con una causa qualsivoglia, e neppure con se stesso. Pubblicato nel 1964, questo testo mostra con evidenza come il pensiero
dell’autore fosse proiettato in avanti, verso temi che oggi appaiono ancora più urgenti. Si parla dell’albero della vita, della civiltà, dello scetticismo,
della barbarie, della gloria, della malattia come in una sequenza di meditazioni segretamente collegate.

« Non vi è che questo pullulare di moribondi affetti da longevità, tanto più detestabili in quanto sanno organizzare così bene la loro agonia. »

Cioran_Emil_M._-_La_caduta_nel_tempo.rar (1.21 MB)

FiLESERVE

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« La realtà è quella cosa che, anche quando smetti di crederci, non sparisce »
(Philip K. Dick)

Ritratto di Philip K. Dick
Philip Kindred Dick (Chicago, 16 dicembre 1928 – Santa Ana, 2 marzo 1982) è stato uno scrittore statunitense.
Fu famoso in vita solo nell’ambito della fantascienza statunitense, sia in patria che all’estero (divenne già negli anni ottanta autore di culto in Italia e in Francia). Dopo la sua morte si è avuta la riscoperta della sua narrativa realistica, che è stata pubblicata tutta postuma.
A partire dalla sua morte, Dick ha influito profondamente non solo sulla fantascienza, ma sulla narrativa nordamericana in generale; giunse alla fama al di fuori della fantascienza solo dopo che i diversi adattamenti cinematografici delle sue opere lo fecero conoscere a un pubblico più vasto (in particolare Blade Runner di Ridley Scott). I suoi lavori sono ora tra i più popolari della fantascienza e della letteratura postmoderna in generale (Ursula K. Le Guin lo definì “il nostro Borges[1]“), e si può affermare che da morto Dick ha ottenuto sia la fama che il rispetto da parte dei critici: ciò che in vita aveva a un tempo desiderato e temuto.
Scartando la visione ottimistica e semplicistica della fantascienza dell’età dell’oro, Dick esplorò consistentemente i temi della natura della realtà e dell’umanità nei suoi romanzi popolati di persone comuni, piuttosto che da élite galattiche. Dedicò grande attenzione all’impatto dei media sulla società e la politica. S’interrogò su questioni importanti della storia e della cultura degli Stati Uniti. Fu parte integrante dell’ondata postmodernista, assieme ad altri autori di fantascienza e non. Anticipando il genere cyberpunk, Dick esplorò l’anomia della California settentrionale in molti suoi lavori. Il suo acclamato romanzo La svastica sul Sole, vincitore del Premio Hugo, è un lavoro pionieristico che unisce i generi dell’ucronia e della fantascienza. Ha scritto anche moltissimi racconti brevi, pubblicati in massima parte su riviste pulp.
Le sue opere sono caratterizzate da un senso della realtà costantemente eroso, con protagonisti che spesso scoprono che i loro cari (o anche loro stessi) sono segretamente robot, alieni, esseri soprannaturali, sottoposti a lavaggio del cervello, spie, morti o una combinazione di queste possibilità.
Le opere realistiche di Dick, dapprima ignorate o incomprese dai fan della fantascienza, sono comunque degne della massima attenzione, e alcune di loro, come L’uomo dai denti tutti uguali, In questo piccolo mondo e l’ultimo, La trasmigrazione di Timothy Archer, tengono testa ai suoi migliori romanzi fantascientifici. Dick contribuisce alla costruzione dell’immagine letteraria della California a pari dignità con i suoi predecessori John Steinbeck e Raymond Chandler, spianando la strada alla produzione di Jonathan Lethem e di altri autori avantpop, come Steve Erikson.

Biografia
Nato a Chicago, assieme alla sorella gemella Jane che morirà poche settimane dopo, in una famiglia con legami burrascosi – la madre, da lui descritta come una nevrotica, divorzia dal padre pochi anni dopo – Philip Dick vive un’infanzia e un’adolescenza solitaria e tormentata; la sorella gemella era infatti morta poche settimane dopo la nascita, ma Dick vi rimase sempre legato (tanto che si fece seppellire accanto a lei). Dopo il trasferimento in California, Dick frequenta la Berkeley University, ma non continua gli studi a causa della sua presa di posizione contro la guerra di Corea e il suo innato pacifismo (per continuare gli studi universitari Dick avrebbe dovuto sostenere un corso di addestramento – ROTC – come ufficiale della riserva, all’epoca obbligatorio), che lo portano ad avere problemi col clima del maccartismo di quegli anni. Prende a lavorare in un negozio di dischi, dove conosce la prima moglie Janet Marlin. Le sue successive affermazioni di aver lavorato in una radio locale non sono mai state provate, anche se è possibile che Dick abbia scritto testi pubblicitari per qualche emittente di Berkeley. Sicuramente la sua conoscenza e il suo amore per la musica classica e non risalgono agli anni in cui lavora come commesso nel negozio di dischi.
L’incontro con la fantascienza avviene per caso nel 1949, quando al posto di una rivista di divulgazione scientifica acquista per sbaglio una rivista di fantascienza, per esordire nel 1952 nel genere sulla rivista Planet Stories. Abbandonata la prima moglie dopo un breve matrimonio, Dick si risposa con Kleo Apistolides, militante comunista di origini greche. In questo periodo Dick pubblica i suoi primi romanzi ed una cospicua quantità di racconti. Il matrimonio con Kleo va in crisi quando Dick conosce Anne, che di lì a poco diventerà la sua terza moglie, una donna colta e dalla forte volontà, reduce da un precedente matrimonio e madre di tre figlie. Dick si trasferisce nella casa di Anne, a nord di San Francisco, in quella Marin County che sarà ambientazione di diverse sue opere (tra tutte ricordiamo Cronache del dopobomba). Per mantenere la famiglia e il tenore di vita della moglie, Dick tenta di abbandonare la scrittura della fantascienza, poco remunerativa e per niente prestigiosa, per lanciarsi nella narrativa mainstream; si cimenta anche in altri lavori, ma questo gli crea uno stato di forte risentimento verso la moglie, da lui accusata di averlo costretto ad abbandonare la sua principale passione. Il fallimento del tentativo di piazzare le sue opere non fantascientifiche è la goccia che fa traboccare il vaso. Il matrimonio va a pezzi, Dick si fa prendere da una mania, convinto che la donna abbia assassinato il precedente marito e stia per fare lo stesso con lui. Il divorzio si consuma nel 1964, dopodiché Dick si trasferisce a San Francisco.
L’uso di stupefacenti lo porta ad uno stato di dipendenza dall’anfetamina, che non gli impedisce di scrivere alcune delle sue opere più sconcertanti (Il cacciatore di androidi ed Ubik). A questi successi fa seguito un periodo di depressione: la quarta moglie, Nancy Hackett, lo abbandona assieme alla figlia e Dick si trova a vivere in una casa piena di sbandati. La situazione arriva al punto critico quando Dick lascia la sua casa per presenziare ad una conferenza sulla fantascienza a Vancouver in Canada e decide di stabilirsi lì. Non è estranea a questa decisione l’effrazione subita dalla sua abitazione, durante la quale sconosciuti avevano forzato il suo schedario blindato (Dick fece innumerevoli ipotesi sull’identità degli intrusi, giungendo a temere trattarsi di agenti dell’FBI; a tutt’oggi la questione non è stata chiarita). Anche l’esperienza canadese è però un fallimento, dovuto al consumo ormai eccessivo di psicofarmaci e alla mancanza di denaro. Dick giunge al ricovero in una comunità di recupero per tossicodipendenti, un’esperienza breve che però lo porta a interrompere l’abuso delle anfetamine. Tornato in California, riprende la scrittura nel 1972, anche in seguito all’incontro con Tess, la quinta moglie. Tra il febbraio e il marzo del 1974 Dick, sempre ritenutosi ateo, si convince di sentire voci e avere visioni in sogno e da sveglio. Convinto di stare provando un’esperienza mistica, Dick prende a scrivere l’Esegesi, una serie di appunti a carattere teologico-filosofico, a partire dai quali scrive la celebre Trilogia di Valis, punto d’arrivo della sua esperienza letteraria. Muore a Santa Ana, in California, per collasso cardiaco, nel 1982, proprio quando i diritti delle sue opere gli avevano dato per la prima volta una certa sicurezza economica, e mentre era in lavorazione il primo film basato su una delle sue storie, Blade Runner di Ridley Scott, che Dick non poté vedere completato (anche se riuscì a visitarne il set).

L’Opera
Dick è oggi considerato uno dei più importanti autori di fantascienza e della narrativa americana dal secondo dopoguerra; le sue opere sono caratterizzate da un’irrequieta interrogazione sui temi della realtà (con riprese originalissime delle riflessioni filosofiche sull’ontologia), della simulazione e del falso, della teologia cristiana (in special modo la meditazione paolina e luterana, ma soprattutto di origine gnostica), della storia e della società degli Stati Uniti, e più in generale su quel nodo di idee e problemi noto come postmoderno o tardo capitalismo.
Un tema frequente nelle opere di Dick è il confronto tra esseri umani e non umani – alieni, creature soprannaturali, androidiPervasa da un generale senso di pessimismo (senza che manchino però sprazzi di ammirazione per la dignità dell’uomo comune che sappia dire di no alla prevaricazione dei potenti nei momenti cruciali, e una sotterranea fiducia nel potere salvifico dell’arte), l’opera di Dick è segnata da una profonda attenzione ai problemi psichiatrici (più che banalmente psicologici) dei vari personaggi, ad una ricerca del divino che non scade mai nel dogmatismo o nel moralismo, a una meditazione non sistematica, ma a tratti decisamente originale, sull’idea dell’uomo e dell’umano. Tutto ciò però non è mai, neanche nelle ultime opere cosiddette “teologiche”, svincolato dal contesto storico in cui Dick viveva o scriveva. I suoi romanzi e racconti preservano, nonostante l’apparato fantascientifico, l’atmosfera degli anni cinquanta di Eisenhower, dell’era kennediana, dell’«Estate dell’amore» del 1967, degli anni settanta sospesi tra droga e repressione, infine dell’alba dell’America reaganiana.
Molte opere di Dick prefigurano situazioni e figure del mondo di oggi, e ciò è dovuto alla consapevolezza che Dick ebbe come pochi altri autori dell’impatto dei mass media (televisione in testa) sulla vita quotidiana dell’uomo postmoderno. Esemplare è da questo punto di vista il presidente-robot di I simulacri oppure il presentatore Jason Taverner di Scorrete lacrime, disse il poliziotto, una celebrità che scopre di non esistere.
Come molti scrittori americani Dick è partito dai racconti: ne ha scritto una gran quantità, molti dei quali sono diventati spunto per film famosi (anche se assolutamente infedeli allo spirito degli scritti originali) come Ricordiamo per voi (Atto di forza), Rapporto di minoranza (Minority Report), Impostor (Impostor) o Second Variety (Screamers – Urla dallo spazio), fino a Un oscuro scrutare (A Scanner Darkly – Un oscuro scrutare).
A partire dalla metà degli anni cinquanta Dick iniziò a scrivere romanzi, dato anche il successo di vendita della sua prima narrazione lunga, Il disco di fiamma (1955). Ma è negli anni sessanta che crea capolavori considerati oggi pietre miliari non solo nella fantascienza moderna, come La svastica sul sole (The Man in the High Castle nell’originale, pubblicato anche come L’uomo nell’alto castello), una distopia che raffigura un mondo dove gli Alleati hanno perso la seconda guerra mondiale, dominato da nazismo e imperialismo giapponese, l’allucinato Le tre stimmate di Palmer Eldritch, il geniale Noi marziani, la complessa allegoria sociopolitica I simulacri e il famoso Il cacciatore di androidi, particolarmente importante anche per aver ispirato il celebre cult-movie Blade Runner.
Importante risultato narrativo è il romanzo Ubik, col quale Dick manifesta tutte le proprie affinità con gli scrittori postmoderni più prestigiosi (da Heller a Vonnegut a Pynchon); Ubik esiste sia come romanzo che nella curiosa sceneggiatura cinematografica, scritta da Dick in una notte e decisamente troppo lunga per ricavarne un film.
Dopo un periodo estremamente problematico della propria vita, a causa dell’abuso di anfetamine, della rottura di tutti i propri legami sentimentali stabili e di una vita alla giornata in una casa praticamente invasa da sbandati che lo scrittore ospitava e coi quali s’impasticcava, Dick tocca il fondo, fugge da Berkley, e dopo un breve periodo in Canada finisce in una comunità di recupero per tossicodipendenti. Il periodo della droga fornisce materiali per alcune delle opere più belle dello scrittore californiano, tra cui spicca lo straziante Un oscuro scrutare (A Scanner Darkly), che in Italia si può leggere nella traduzione di Gabriele Frasca e da cui è stato ricavato l’omonimo film del 2006.
Dopodiché Dick torna in California, ma stavolta spostandosi a sud, nell’hinterland di Los Angeles, dove trascorre gli ultimi anni della sua vita, dedicata alla stesura di un’enorme pila di materiali dattiloscritti, nota come Esegesi, sorta di diario di bordo di una frenetica ricerca teologica iniziata con l’esperienza del febbraio-marzo del 1974 (reale? simulata? “arricchita”? tra gli studiosi non c’è accordo) chiamata anche la divina invasione. Dall’esegesi nasce la cosiddetta Trilogia di Valis, l’ultimo raggiungimento letterario di Dick, un trio di romanzi nei quali lo scrittore saggia le sue capacità come autore di fantascienza (Divina invasione), autore realistico (La trasmigrazione di Timothy Archer) e autore di quel nuovo filone narrativo che solo alla fine degli anni novanta riceverà il nome di avantpop (Valis).

L’Eredità
A più di vent’anni dalla morte di Dick, avvenuta per infarto cardiaco in un momento in cui lo scrittore non pareva affatto aver detto tutto quel che aveva da dire, la sua opera è ancora al centro dell’attenzione di lettori, critici, intellettuali. In Italia tutti i suoi romanzi sono ancora in stampa, mentre negli Stati Uniti anche i romanzi dimenticati stanno tornando nelle librerie. Il debito nei confronti di Dick è stato riconosciuto da significativi autori delle generazioni successive, come Jonathan Lethem negli Stati Uniti, Tommaso Pincio e Valerio Evangelisti in Italia. L’influenza di Dick è inoltre riscontrabile nelle opere di David Lynch, Alan Moore, Grant Morrison, Greg Egan, Rudy Rucker, K. W. Jeter ed altri.
In Italia la casa editrice Fanucci di Roma ha acquistato l’esclusiva su tutta la sua produzione, anche quella mainstream. L’editrice sta attualmente (2005) pubblicando l’edizione integrale della narrativa dello scrittore californiano, corredata da introduzioni scritte dall’anglista Carlo Pagetti (al ritmo di 4-5 libri l’anno, la Collezione Dick sarà presumibilmente completata intorno al 2013).
by Wikipedia

Bibliografia

Libri inseriti:

  • Ma Gli Androidi Sognano Pecore Elettriche?

    Trama:

    Il cacciatore di androidi (in originale Do Androids Dream of Electric Sheep?) è un romanzo di fantascienza scritto da Philip K. Dick nel 1968, da cui è stato tratto il celebre film Blade Runner di Ridley Scott (1982).
    In Italia il libro è stato pubblicato con tre differenti titoli, a seconda dell’anno di uscita. Intitolato dapprima Cacciatore di androidi, è stato poi edito col titolo del film Blade Runner, per godere successivamente di una sorta di riscoperta filologica e di una nuova traduzione col titolo reso in modo più letterale: Ma gli androidi sognano pecore elettriche?


  • [ENGLISH] Philip K. Dick – The Minority Report and Other Stories
    Philip K. Dick – Blade Runner
    Philip K. Dick – Colonia
    Philip K. Dick – Cronache del Dopobomba
    Philip K. Dick – Follia per Sette Clan
    Philip K. Dick – Guaritore Galattico
    Philip K. Dick – I Difensori della Terra
    Philip K. Dick – I Giorni di Perky Pat
    Philip K. Dick – I Racconti
    Philip K. Dick – I Racconti Inediti – Volume Primo
    Philip K. Dick – I Racconti Inediti – Volume Secondo
    Philip K. Dick – I Simulacri
    Philip K. Dick – Il Dottor Futuro
    Philip K. Dick – La Città Sostituita
    Philip K. Dick – La Svastica sul Sole
    Philip K. Dick – Labirinto di Morte
    Philip K. Dick – Le Formiche Elettriche
    Philip K. Dick – Le Tre Stimmate di Palmer Eldritch
    Philip K. Dick – Le Voci di Dopo
    Philip K. Dick – L’Occhio nel Cielo
    Philip K. Dick – L’Uomo Variabile
    Philip K. Dick – Mary e il Gigante
    Philip K. Dick – Mr. Lars, Sognatore d’Armi
    Philip K. Dick – Nostri Amici da Frolix 8
    Philip K. Dick – Occhio nel Cielo (l’ho rimesso senza accorgermene, scusate…)
    Philip K. Dick – Redenzione Immorale
    Philip K. Dick – Redivivi S.p.A
    Philip K. Dick – Se vi pare che questo Mondo Sia Brutto
    Philip K. Dick – Ubik
    Philip K. Dick – Utopia Andata e Ritorno
    Philip K. Dick – Vulcano 3
    Philip K. Dick & Ray Nelson – L’Ora dei Grandi Vermi
    Philip K. Dick & Roger Zelazny – Deus Irae
    Philip K Dick – Il Dottor Futuro
    Philip K. Dick – Follia per Sette Clan
    Philip K. Dick – Guaritore Galattico
    Philip K. Dick – I Racconti Inediti – Volume Primo
    Philip K. Dick – La Svastica sul Sole
    Philip K. Dick – Labirinto di Morte
    Philip K. Dick – L’Occhio nel Cielo
    Philip K. Dick – Mary e il Gigante
    Philip K. Dick – Mr. Lars, Sognatore d’Armi
    Philip K. Dick – Nostri Amici da Frolix 8
    Philip K. Dick – Redenzione Immorale
    Philip K. Dick – Se vi pare che questo Mondo Sia Brutto
    Philip K. Dick – Utopia Andata e Ritorno
    Philip K. Dick – Vulcano 3
    Philip K.Dick – Le Formiche Elettriche
    Le Formiche Elettriche
    Se Vi Pare Che Questo Mondo Sia Brutto
    Il Sognatore d’armi

Philip.K.Dick.Bibliografia.eBooKs.iTA.rar (96.52 MB)

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