Musica

http://www.suretone.com/media/images/cure_logo2.jpg
The Cure
Discografia
1979 / 2008
http://userserve-ak.last.fm/serve/_/2689302/The+Cure.jpg
The.Cure.Discografia.1979.2008
Incluso file .rev per recuperare pack mancante

http://www.fileserve.com/file/GvXK85B/The.Cure.Discografia.1979.2008.part1.rar

http://www.fileserve.com/file/ZhBRdsX/The.Cure.Discografia.1979.2008.part1.rev

http://www.fileserve.com/file/sDfPWxp/The.Cure.Discografia.1979.2008.part2.rar

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{ 12 comments }

Concerto dei Foo Fighters del 2003
Informazioni:
Dimensioni: 700MB
Formato: DVDRip
Durata: 92 min
Anno: (2003)
TrackList:
01 – All My Life
02 – My Hero
03 – Breakout
04 – Have it all
05 – Generator
06 – Learn to Fly
07 – For all the Cows
08 – Stacked Actors
09 – Low
10 – Hey, Johnny Park!
11 – Monkey Wrench
12 – Time Likee These
13 – Aurora
14 – Tired of You
15 – Everlong

Foo.Fighters-Everywhere.But.Home.avi (692.8 MB)

FiLESERVE

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I Cani - Il Sorprendente Album D'Esordio De I Cani (2011) .mp3 - 320 kbps

I Cani sono “solo l’ennesimo gruppo pop romano”, c’è scritto sulla loro pagina Facebook.
E questa è l’unica informazione da considerare meritevole d’attenzione.
Il resto? Solo voci.

I Cani – Il Sorprendente Album D’Esordio De I Cani (2011)
Mp3 – 320 kbps | Label: 42 Records | Genre: Indie/Sinth-Pop | Tracks: 11
Total Time: 36:41 | Total Size: 86,2 mb | Covers

Tracklist:
01. Theme from the cameretta
02. Hipsteria
03. Door selection
04. Velleità
05. Le coppie
06. Il pranzo di Santo Stefano
07. Post punk
08. Roma Nord (feat. Cris X)
09. I pariolini di diciott’anni
10. Perdona e dimentica
11. Wes Anderson

I.Cani.Il.Sorprendente.Album.D.Esordio.De.I.Cani.2011.Album.Musicale.320kbps.rar (86.2 MB)

FiLESERVE

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L’inverno fu inventato nella seconda metà degli Anni Settanta del secolo scorso. Il freddo poco dopo, poi la precisione, il bavero del cappotto e il rimbombo nelle stanze vuote. Ogni cosa accadde di conseguenza, come un brivido. Prima ti sembrava soltanto provincia, la tua solita vecchia e grigia provincia. Ora le cassette erano apparse e avevano cambiato tutto. I titoli a pennarello nero sui bordi, in fila sulla scrivania: The Cure, Sister Of Mercy, Joy Division, Echo & The Bunnymen, Jesus & Mary Chain, Young Marble Giants, Out Of Cage… Non potevi più stare fermo, e non ti sei più fermato.

Il suono dei Be Forest è un soffio freddo e nitido che arriva da quell’inverno. Non è un ricordo, non è un revival. C’è la stessa scossa buia e abbagliante che agita ancora i feedback delle loro inquiete chitarre, che rimbalza dentro i loro cupi tamburi, che scintilla nei gelidi riverberi di quella voce. Un suono dall’equilibrio perfetto, tra la misura del freddo assoluto e la passione piena delle loro canzoni.

«Due ragazze e un maschietto. Chitarra in eco perenne, voce femminile sussurrata al basso e batterista
verticale. Tutti e tre in piedi. Bellissimi ritagli di luce di fronte alla gente. Presi uno per uno sembrano
piccoli sassi di sentiero e invece sul palco diventano delle rocce levigate dalle onde. Come quelle che trovi
al mare e ti piacciono e vorresti portarle a casa ma non riesci neanche a spostarle, avete presente?»
(Alessandro Baronciani)

Be Forest – Cold. (2011)
Label: We Were Never Being Boring | MP3 | V0 (VBR) | Total Time: 30:48 | 56 Mb
Genre: New Wave

Tracklist:
1. NTR (01:33)
2. Wild Brain (03:11)
3. Buck & Crow (03:25)
4. Florence (04:03)
5. Dust (04:31)
6. Thrill (03:30)
7. Blind Boy (04:11)
8. Your Specters (03:02)
9. Screaming Prayers (03:24)

Be.Forest.Cold.2011.WEB.MP3.V0.VBR.rar (56.14 MB)

FiLESERVE

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Faust’o – Suicidio – 1978

Se sia punk o meno, è argomento di accesa discussione da oltre vent’anni: il dato di fatto è che Fausto Rossi – al secolo Faust’o – rimane senz’ombra di dubbio il cantautore più interessante e (relativamente) misconosciuto che l’Italia abbia mai sfornato dagli anni ’80 fino ad oggi, nonché il più estremo concettualmente. Ogni altra etichetta mi sembra francamente riduttiva. Suicidio, opera prima dal titolo eloquentissimo, è il primo episodio di una trilogia discografica «i cui semi alimentano buona parte della musica pop italiana per tutti gli anni Ottanta», recita giustamente un suo recente curriculum. All’epoca, si trattò più o meno di un esperimento mainstream che sfuggì ben presto al controllo. Suicidio, uscito su major e prodotto da Alberto Radius (FORMULA 3), si presenta infatti ai curiosi come un concentrato di incubi e visioni di Faust’O – musicista eclettico per eccellenza – innestato su arrangiamenti complessi ed imprevedibili che spaziano dal progressive rock al pop nevrotico, prefigurando praticamente la new wave a venire. La voce, schizofrenica e inquietante, è assolutamente inconfondibile nel suo continuo virtuosismo, e i testi osano troppo anche per i tempi attuali.
Il vinile si apre con il trillo di un telefono, a cui subentrano quasi in contemporanea il pianto disperato di un bambino e una risata sadica. Segue un lungo prog strumentale a effetto suspense, quindi parte finalmente la title track. «Suicidio! Ma penso che valga la pena di andare!», ripete ossessivamente il singolo portante, chiudendo bruscamente l’ultima di sei strofe decadenti e senza pietà. Godi, è senza dubbio l’episodio più violento. Piccolo Lord – forse il momento più alto del disco – è un delirio freudiano con accompagnamento di pianoforte, che cambia tempi e modi con inserzioni imprevedibili e folli; Il mio sesso e C’è un posto caldo, poco più avanti, analizzano l’argomento “scabroso” da un punto di vista quantomeno trisessuale (Faust’O è notoriamente un fan di David Bowie e dei VELVET UNDERGROUND), mentre Benvenuti tra i rifiuti è una sorta di manifesto programmatico neo-dadaista.
Il capolavoro di Faust’o.

Tracklist:

01) Intro;

02) Suicidio

03) Godi

04) Bastardi

05) Piccolo Lord

06) Eccolo qua

07) Il mio sesso

08) C’è un posto caldo

09) Innocenza

10) Benvenuti tra i rifiuti.

Faust’o – Suicidio.zip (45.01 MB)

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Faust’o – Poco Zucchero (1979)


01 Vincent Price
02 Cosa Rimane
03 Attori Malinconici
04 Oh! Oh! Oh!
05 In Tua Assenza
06 Kleenex
07 Il Lungo Addio
08 Funerale A Praga
Faust’o – Poco Zucchero (1979) (By Wolf ’72).rar (30.4 MB) 

Faust’o – J’Accuse…..Amore Mio (1980)


01 J’Accuse…Amore Mio
02 Piccola Anima
03 Disaster
04 Hotel Plaza
05 Micheal,Micheal
06 Buon Anno
07 Capricorn
08 Non Mi Pettino Mai
09 Non Vendere I Nostri Sogni
10 Forse Anche Noi
Faust’o – J’Accuse…Amore Mio -1980- (By Wolf ’72).rar (30.46 MB)

Faust’o – Faust’o (1983)


01 Ogni Fuoco
02 Ch’an-Cha-Cha
03 E Poi Non Voltarti Mai
04 Stracci Alle Fiamme
05 Cinque Strade
06 Jeraldine
07 We Turn Away
08 Alien
09 R.I.P. Van Winkle
10 Ultimi Fuochi
Faust’o – Faust’o -1983- (By Wolf ’72).rar (29.31 MB)

Faust’o – Love Story (1985)


Ed Eccoci Arrivati finalmente al momento del MITICO FAUST’O (FAUTO ROSSI)
LOVE STORY è assolutamente una perla della DARKWAVE più oscura
voce, basso e batteria, minimale al massimo e dai toni nero pece
cantato non-modulato ultra-monocorde,
linee di basso gelate con 2-3 note al massimo,
batteria ancorata allo stesso ritmo spezzato ed ipnotico.
QUESTO è love story DI FAUST’O
QUESTO è VERO DARK
DA NON FARSELO SCAPPARE ASSOLUTAMENTE.

And here we are finally at the time of the mythical Faust’o (Fausto Rossi)
LOVE STORY is absolutely a gem of the darkest DarkWave
vocals, bass and drums, to the maximum and minimum pitch black tones
sang non-modulated ultra-monotone,
bass lines with 2-3 notes frosts at most,
battery still the same broken rhythm and hypnotic.
THIS is love story Faust’o
THIS IS TRUE DARK
ABSOLUTELY NOT MISS have them.

01 Exhibition Of Love
02 Two Walls
03 The Heat
04 Clouds Over Thin Paper
05 Overtones
06 Big Beat

Faust’o – Love Story -1985- (By Wolf ’72).rar (39.13 MB)

FiLESERVE

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Ancient Grease – Women and Children First

Quando questo disco fu pubblicato nel luglio del 1970, la Mercury, la casa discografica, aveva giá deciso di dare all’esordio solista di Rod Stewart il massimo dello sforzo promozionale. ‘Women And Children First’ passó quindi inosservato mantenendo ignota ai piú la ruvidezza mista ad accenni progressive delle canzoni che lo componevano. Un peccato; il disco aveva del potenziale ma finí per essere la palestra per John Weathers, battersits degli Eye Of Blue e principale autore delle canzoni e produttore del disco nonchè futuro componente dei Gentle Giant. Weathers seppe intuire il potenziale di Graham Mortimer e Graham Williams, cantante e chitarrista degli Ancient Grease, i quali alcuni anni dopo andarono a formare i Racing Cars ed ottennero un hit single, nel 1977, con il brano ‘They Shoot The Horses, Don’t They?’
Registrato in una sola settimana, il disco alterna poderosi riff (‘Freedom song’, ‘Mother Grease The Cat’) a momenti piú rarefatti sui la voce di “Morty” tesse melodie a metá strada tra quelle di Ozzy Osbourne dei Black Sabbath e Robert Chapman dei Family.
Ancient Grease, piú di altre band a loro coeve, avevano un potenziale su cui l’etichetta non volle credere, piú interessata ai benefici fiscali che la pubblicazione di ‘Women And Children First’ avrebbe fruttato.

1. Freedom Train
2. Don’t Want
3. Odd Song
4. Eagle Song
5. Where The Snow Lies Forever
6. Mother Grease The Cat
7. Time To Die
8. Prelude To A Blind Man
9. Mystic Mountain
10. Women And Children First
11. Freedom Train (alt. version/bonus track)

Ancient.Grease.Woman.And.Children.First.1970.Album.Musicale.rar (100.46 MB)

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Siouxsie And The Banshees – Juju (1989) Lossless
9 tracks | Genre: Rock | Release: 1989 | EAC Rip | FLAC(tracks + CUE + log + booklet) | 308 MB
—————————————————-
Juju è il titolo del quarto album dei Siouxsie and the Banshees, pubblicato nel giugno 1981 per la Polydor Records.L’album raggiunse la posizione n. 7 delle classifiche britanniche; i singoli estratti furono Spellbound (pubblicato il 22 maggio 1981, raggiunse la posizione n. 22 delle classifiche) e Arabian Knights (pubblicato il 24 luglio 1981, posizione n. 32).

Dopo la parentesi elettronica di Kaleidoscope, i Banshees ritornano a un sound più rock. Nonostante nelle loro dichiarazioni i membri della band prendano le distanze dal movimento “dark” o “gotico” che sta prendendo piede in quegli anni, l’album Juju, con canzoni rivelatrici fin dal titolo quali SpellboundHalloweenNight Shift o Voodoo Dolly, appare chiaramente influenzato da questa corrente: d’altronde, nelle foto pubblicitarie Siouxsie e gli altri appaiono pesantemente truccati e con un corredo di oggettistica quali teschi, croci, stelle di David, ecc., mostrando chiaramente che i Banshees non si sottraggono a questa moda. In seguito, lo stesso Steven Severin ammetterà l’operazione.
Ciò nonostante in Juju non mancano momenti interessanti, come la stessa Spellbound o l’orientaleggiante Arabian Knights, non a caso scelte entrambe come singoli.

Il 29 maggio 2006 la Polydor pubblicò una versione deluxe rimasterizzata dell’album con in più le versioni remix dei singoli (Spellbound 12″ Mix e Arabian Knights 12″ Vocoder Mix) e Fireworks, singolo precedentemente non incluso in nessun album e presente solo nella raccoltaTwice Upon a Time: The Singles.

—————————————————-
Tracklist:
01. Spellbound [3:18]
02. Into The Light [4:14]
03. Arabian Knights [3:06]
04. Halloween [3:42]
05. Monitor [5:35]
06. Night Shift [6:05]
07. Sin In My Heart [3:38]
08. Head Cut [4:24]
09. Voodoo Dolly [7:03]

Siouxsie.And.The.Banshees.Juju.1989.Lossless.flac.rar (293.42 MB)

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Pixies sono un gruppo musicale alternative rock statunitense, formatosi a Boston, MA nel 1986 per volontà di Black Francis (voce), Kim Deal (basso), David Lovering (batteria) e Joey Santiago (chitarra).

Sono considerati una delle band americane più importanti ed influenti del rock alternativo della fine degli anni ottanta.

Discografia : PIXIES 
320 kbps 

1987 Come On Pilgrim EP


1988 Surfer Rosa


1989 Doolittle


1990 Bossanova


1991 Trompe Le Monde


2001 Complete B Sides

Pixies.Discografia.1987-2001.320kbps.rar (522.33 MB)

FiLESERVE

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VA-Songs For A Child – A Tribute To Pier Paolo Pasolini
[2009 mp3]

Genere: industrial, dark ambient
Data di Uscita: 2009
Label: Rustblade

TRACKLIST

1. Ostia – Coil
2. Childawn – Bahntier
3. My Erotic Sacrifice – Spiritual Front
4. Les Mille Et Une Nuits – Ah Cama-Sotz
5. Splendido Struggente – Alio Die
6. Ppppetrolio – Teatro Satanico
7. Never Closed My Eyes – In Slaughter Natives
8. Sotto Un Cielo Di Fango E Sangue – Condanna
9. Supplica – Black Sun Productions
10. Dresden (At4 Version) – Nueva Germania
11. Citywards (Istrumetal) – The Frozen Autumn
12. Memories – Sandblasting
13. 30.09.1949 – Wertham
14. The Spirit Of Love – Catholic Boys In Heavy

Progetto pregevole, avvolto in una confezione deluxe, “Song For A Child” è il tributo che l’etichetta italiana Rustblade paga di diritto al genio incontrastato ed inamovibile di Pier Paolo Pasolini.

Non solo va premiato lo sforzo nel costruire un album che non suoni come una semplice compilazione di artisti dell’area post-industrial sperimentale, ma bisogna sottolineare la purezza e sincerità in un’operazione volta a tenere sempre viva l’attenzione ed il ricordo del più grande poeta che abbia avuto il Novecento italiano.
Si parte con il brano simbolo dei Coil, unico brano non inedito, indimenticabile frammento di quel “Horse Rotorvator” del 1987, tra i dischi irrinunciabili nella discografia del duo britannico: e qui siamo nei dintorni della Storia. Bahntier si produce in un brano ambient, diverso dal suo solito, ma sempre contraddistinto da una grande perizia di suono; Spiritual Front, ci offre una perla direttamente dal suo prossimo album, qui in una versione demo, molto scarna ma sempre intrisa del suo tocco pop folk; Ah-Cama Sotz, maestro di trame oscure, con “Les Mille Et Une Nuits” ci offre uno dei brani più riusciti, in linea con le produzioni dark ambient della sua fitta discografia, così come Alio Die, come sempre al top nella sua interminabile ricerca di suoni e odori.
In Slaughter Natives e Teatro Satanico si producono nel pieno delle forze nei loro stili più consueti, Condanna invece piazza uno dei brani migliori con “Sotto un cielo di fango e sangue”, mostrandoci quanta strada abbia fatto questo talentuoso musicista toscano. Continuano Black Sun Productions, Nueva Germania e gli storici frequentatori dell’area goth The Frozen Autumn, ma spetta a Sandblasting regalarci un altro soffio di vita realmente ispirato, fino alle ultime battute in preda alla follia del maestro full noise Wertham, e degli imprevedibili Catholic Boys In Heavy Leather di Roger Rotor. L’artwork curato da Saturno Buttò, la cura nei dettagli di un manufatto assolutamente unico nel suo genere, nobilitano la necessità di sopravvivenza del formato cd.

VA-2009-P.P.P.rar (95.9 MB)

FiLESERVE

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VA – Classical Favourites [3CD] 320kb
Genre: Classical | 3CD | MP3 VBR 203 kbps | 375 MB
Tracklist
CD 1
01. Handel – Arrival Of The Queen Of Sheba From Solomon
02. Bach – Air From Orchestral Suite No. 3 In D-Major
03. Bach – Badinerie From Orchestral Suite No. 2 In H-Minor
04. Albinoni – Adagio For Organ And Strings
05. Vivaldi – Adagio From Spring From Four Seasons (1St Movement)
06. Vivaldi – Largo From Piccolo Concerto
07. Handel – La Rejouissance From Fireworks Music
08. Handel – Largo From Xerxes
09. Pachelbel – Canon
10. Gluck – Dance Of The Blessed Spirits From Orfeo Ed Euridice
11. Handel – Alla Hornpipe From Water Music
12. Bach – Toccata From Toccata And Fugue In D-Minor
13. Albinoni – Adagio From Oboe Concerto In D-Minor, Op. 9, No. 2
14. Bach – Largo From Piano Concerto No. 5
15. Haydn – Finale From Trumpet Concerto In E Flat-Major
16. Mozart – Andante From Piano Concerto No. 21
17. Handel – Hallelujah Chorus From Messiah

CD 2
01. Beethoven – Allegro Con Brio From Symphony No. 5 (1St Movement)
02. Beethoven – Romance For Violin & Orchestra No. 2, Op. 5
03. Beethoven – Adagio From Moonlight Sonata (1St Movement)
04. Mozart – Turkish March From Piano Sonata No.11
05. Beethoven – F?r Elise
06. Mozart – Molto Allegro From Symphony No.40 (1St Movement)
07. Mozart – Adagio From Violin Concerto No. 3
08. Mozart – Lacrimosa From Requiem
09. Schubert – Impromptu Op. 142, No. 2
10. Mozart – Adagio From Clarinet Concerto
11. Beethoven – Finale Ode To Joy From Symphony No. 9

Classical Favourites CD 3
01 – Orff – O Fortuna From Carmina Burana
02 – Grieg – In The Hall Of The Mountain King From Peer Gynt Suite No.1
03 – Gershwin – Rhapsody In Blue
04 – Sibelius – Finlandia
05 – Rodrigo – Adagio From Concierto De Aranjuez
06 – Satie – Gymnopedie No. 1
07 – Tchaikovsky – Waltz From Sleeping Beauty
08 – Prokofiev – Montagues And Capulets From Romeo And Juliet
09 – Grieg – Last Spring From Two Elegaic Melodies, Op. 34
10 – Elgar – Pomp And Circumstance March No. 1 In D-Major
11 – Ravel – Bolero

VA.Classical.Favourites.rar (378.51 MB)

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UUVVWWZ – UUVVWWZ

[Saddle Creek, 2009]

Da Lincoln-Nebraska. Con un nome impronunciabile per destare interesse e curiosità. Si chiamano UUVVWWZ (comunque da pronunciare “double u, double v, double w, z”), sono in quattro, sorretti da una voce femminile in linea con il trend alla Karen O. Il disco omonimo di debutto è stato missato ad Omaha da A.J. Mogis che vanta numerosi lavori per i dischi della celebre Saddle Creeks. Nella bio ufficiale “sparano”, dicendo che fino ad ora gli hanno cucito addosso influenze come Pop Group e Lydia Lunch (!), più semplicemente un disco godibile se vi piacciono le angolari asperità mainstream stile Yeah Yeah Yeahs.

tracklist:
01. Berry Can ( 5:17)
02. Shark Suit ( 2:58)
03. Jap Dad ( 2:45)
04. Neolano ( 7:53)
05. Castle ( 5:11)
06. Green Starred Sleeve ( 3:19)
07. Trapezeus ( 3:42)
08. The Sun ( 5:00)
09. Hum Jam ( 6:20).

UUVVWWZ-UUVVWWZ-2009-FNT.rar (55.57 MB)

FiLESERVE

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http://bigpondmusic.com/images/AlbumCoverArt/336/XXL/Baroque-Adagios.jpg 

Dettagli

    • Audio CD (11 dicembre 2001)
    • Numero di dischi: 2
    • Formato: Classica
    • Etichetta: Duo
Brani

1.Canon
2.Nr. 4 f-moll RV 297 “Der Winter” (Die vier Jahreszeiten)
3.Adagio in g-moll “Albinoni’s Adagio”
4.Orfeo ed Euridice: Dance of the blessed spirits
5.2. Andante largo
6.2. Largo ma non tanto


Baroque.Adagios.2004.FLAC.rar (727.04 MB)
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Valentina Dorme – La Carne – 2009

L’amore che si trasforma in tradimento/inganno/bugia è quello che viene raccontato e descritto e evocato nel disco. Una storia come tante. La tradizione cantautorale, italiana e non solo, molto spesso flirta con questa tematica. L’amore cercato e desiderato che poi diventa serie infinita di sotterfugi, non-detti, debolezza, assenza di desiderio. Tuttavia“La Carne” è un disco superiore, ispirato, emblema di un’Italia musicale che ha fame di altro, di nutrire cuore e cervello con intelligenza e sapienza. Qua ci trovi molto, frasi e storie spezzate, vicoli, cieli e girasoli ed un’unica, ineffabile verità: l’amore è per gli eroi. Gloria agli eroi. Gloria agli amanti.
Valentina Dorme
La Carne
2009
Audioglobe / Fosbury RecordsTracklist:
1. Un nome di fantasma
2. Benedetto davvero
3. Il terzo uomo
4. Marco Ferreri
5. I girasoli
6. Giulia Bentley in estate
7. Trieste centrale
8. Siracusa e le stelle
9. Olimpiadi salesiane
10. La buonanotte in francese
11. Io non sono forte

Valentina Dorme – Nuotare A Delfino – 1999

Artista: Valentina Dorme
Album: Nuotare A Delfino
Anno: 1999
Etichetta: (Autoprodotto)

Tracklist:
1. Agorà
2. Falò di querce
3. Traffico
4. Piloti part-time
5. Resa
6. Are you lost?
7. Raggiungere firenze
8. Tra le dalie
9. Ultime lettere da madrid
10. Ugo spirito
11. Cosa dirò domani
12. La mia unica attesa (seconda versione)
13. Nivea (20 ottobre 1998)
14. Finchè non sceglierai me
15. Questa novità
16. Atene, primo pomeriggio
17. La mia unica attesa


Valentina Dorme

Il coraggio dei piuma

Fosbury Records / Audioglobe (2005)

di  Fiz 09/09/2005


“E non c’è ancora granchè da dire, intorno a questo nuovo amore, tranne che già, inizia ad affondare” - recita una canzone di questo 4° album dei mai abbastanza lodati Valentina Dorme. E prosegue - ”Ho ancora 2 o 3 idee buone, su di te che inizi a scomparire”. Ecco, la canzone si chiama “Il Mare” e può valere bene come sunto e prima possibile chiave di lettura di questo “Il coraggio dei piuma” (fuori ovviamente per la Fosboury Records).

E non c’è ancora granchè da dire. 
Le canzoni dei Valentina Dorme, quelle canzoni che qualcuno ha detto tra De Andrè e Sonic Youth, per voler descrivere un’autorialità nervosa e rumorosa (le radici nella tradizione cantautoriale italiana, la testa e le orecchie a spasso nelle cantine d’oltreoceano). Le canzoni si diceva, sono ancora lì. Tutte. E sono uguali a sempre. Solo che questa volta non colpiscono. E non fanno male. E sono belle, certo, sono belle come sempre, come fai a dire di no? Ma. Ma senza la nota dispari o l’intuizione geniale che ti faccia vibrare. Senza lo scarto in avanti che ti saresti aspettato. Nuove prospettive, nuovi mondi, nuovi modi per dirlo. Niente di tutto questo. Una versione riveduta e rifinita di “Nuotare a delfino” (1999) , quasi un passo indietro rispetto a “Capelli Rame” (2003). Già. Si rifà il trucco a canzoni già scritte, si rimettono in fila parole già dette (e soprattutto già dette e suonate in quel modo). Il senso di vecchio affiora. Il problema è questo. Si aspetta ancora, ci si guarda allo specchio. Ma lo specchio è ostinato e platealmente (in)giusto: rimanda di noi un’immagine cambiata. Possiamo non accettarlo e insistere a descrivere il presente con le parole del passato, ma il tempo ha fatto quasi del tutto il suo dovere ormai e ha cambiato la prospettiva del Mondo. Suonare e cantare nei vecchi modi vecchie storie non funziona più.

Intendiamoci bene, però.

Come si vede questa recensione è scritta da (e per chi) conosce ogni singola nota dei Valentina Dorme, fin dal lontano e meraviglioso esordio “Giorni spesi a guardare le siepi” (1997). Da chi (e per chi) ha visto crescere questo gruppo, ne ha condiviso il percorso, ne ha condiviso in parallelo e a distanza anche alcuni momenti di vita. Ed è per questo, forse, che un po’ mi si spezza il cuore nello scrivere questa troppo rinviata recensione, come nel mettere il cd e skippare le tracce, nel non ascoltare l’intero disco allo sfinimento in repeat continuo. Ma è così. Inutile nascondersi dietro alla tenerezza o alle simpatie/sintonie: le canzoni che piacciono e ascolto con attenzione sono davvero poche, penso a “Canzone di Lontananza” o a “Una vita normale” o, soprattutto, a “L’amore a trent’anni” (ma lì è un colpo basso, come non cedere? :-)
Se basta o non basta decidetelo poi voi.

Per chi invece si avvicina (o è incerto se farlo) e scopre ora i Valentina Dorme, beh, c’è comunque di che cominciare a riempirsi il cuore di immagini e i quadernetti di parole. Per poi magari andare a ritroso, indietro negli album e negli anni. Insomma, fatevi avanti, che ne vale comunque la pena.

Anche perché poi… c’è l’ultima traccia, “il giorno n°303″. Messa lì. In fondo. Completamente distaccata dalle altre. Non traccia fantasma, ma proprio ultima traccia del cd (capite da voi, non è la stessa cosa). Ed è importante. È lì che (speriamo?) si trova la seconda chiave di lettura di questo disco. Niente chitarre abitudinarie, ma un’elettronica semplice quanto efficace ad avvolgere come coperte calde dopo una notte di pioggia le nude parole di Mario. In due parole: sollievo e meraviglia. Un buon auspicio per il futuro? Chissà… come dire che il disco di El Muniria è splendido, mentre l’ultimo dei furono Massimo Volume no…
“Il coraggio quì è una questione di stile”.

Tracce

1. Dobermann
2. Canzone di lontananza
3. Il mare
4. Il coraggio dei piuma
5. Le tue vacanze in Malesia
6. L’amore a trent’anni
7. Un tuffatore
8. In una tempesta
9. Una vita normale
10. Teatro leggero
11. Il giorno n. 303

Valentina Dorme – Gli Squali – EP – 2000

Recensione di: Andrea_Brindisi

Copertina di Valentina Dorme Gli SqualiParlare dei Valentina Dorme è parlare di ciò che fa male.

“Gli Squali”.

EP di cinque brani più un recitato finale da voce aliena. Cinque pugni allo stomaco e una pugnalata al cuore. Ogni tanto succede che si abbia voglia di poggiare un po’ di malinconia sopra suoni da farfalle nella pancia, oppure su storie nere come la pece, dondolate da archi gonfi quanto sacche lacrimali. No. Niente di tutto questo si trova nei Valentina Dorme. “Non è che agonia… È solo amore che si spegne. Non è niente” (dalla quinta traccia “Leucò“).

Davvero non è niente: nessun suono ti accarezza qui, nessuna melodia ti sussurra “calmo, ascoltale queste parole terrificanti, ma sta calmo, ci sono qui io“, solo chitarre che non riescono a lacrimare,chitarre angolari, fastidiose, che non portano da nessuna parte. Non esplodono, non implodono, non accompagnano la monocorde voce di tenebra di Mario Pigozzo Favero, non assecondano la melodia, perchè non esiste melodia qui. Il rumore? Nemmeno quello. Eppure potrebbero fare grandi canzoni! O forse no? Musicalmente non è niente, non ci sono riferimenti per un improvvisato recensore, è un’esperienza da vivere come un reading, perchè se è vero che qui contano (solo?) i versi, cionondimeno questi perderebbero molto senza il suono che li accompagna. Brutta musica per molti, me compreso. Peró t’inchioda. 

Almeno nell’ultimo album sorprendeva la loro (forse unica) vera canzone “Canzone di Lontananza” e il suo reprise in chiave glitch; in “Maledetti i Pettirossi” offriva approdo la familiarità di una cover di Gaber; mai i Valentina sono stati nudi e crudi come qui in questo “Gli Squali”: in “Un Tale Singhiozza” si sente un pianto campionato, ma non ti commuove, sei lì atterrito ad ascoltarlo come svuotato. In “Leucò” quel falsetto ti solleva, intuiamo una possibilità, ma una vocina raddoppiata all’auricolare sinistro ti dissuade dal prendere il volo prima che tu possa tentare di spiccarlo e ti scaraventa a terra. Ascolti “La Mia Unica Attesa” e chissà perchè ti aspetti che il Pigozzo Favero apra uno squarcio al non-sense, te lo aspetti gridare “Ma vaffanculooooooooo…” come il più ebbro dei Piero Ciampi in “Adius“. Ma ovviamente non accade: l’ironia è quanto di più lontano dal mondo dei Valentina Dorme.

Tutto è terribilmente preso sul serio, perchè è un mondo interiore non esteriore. Pressoché assenti i riferimenti a certi miserabilismi di vita quotidiana che pure eran presenti nei lavori su citati. Qui esistono solo movimenti dell’anima e della carne. Nuotare a delfino resta un’illusione. Mentre tutto intorno gli squali nuotano dentro vene cave.

La tua musica ci fa cagare, sei solo il nostro più miserabile specchioValentina, io ti odio.

Tracklist:

1.La Mia Unica Attesa

2.Ugo Spirito

3.Un Tale Singhiozza

4.Tra Le Dalie

5.Leucò

6.Nuotare A Delfino

FiLESERVE

Valentina Dorme - Giorni spesi a guardare le siepi

…un cd veramente autoprodotto, masterizzato in casa, in copertina una foto bianco e nero stampata grezza… dentro un foglio con i testi e qualche info sul cd… ottimo approccio, con la diffusione dei masterizzatori sparirà il demotape e arriverà il democd fatto in casa? boh. Contiene quasi mezz’ora di rock in 8 tracce in cui chitarre + basso + batteria accompagnano i bei testi di Mario Pigozzo Favero, mente del gruppo. Il rock dei Valentina Dorme non segue i canoni italiani e suona un po’ come il rock alternativo americano. I testi sono molto introspettivi e raccontano storie di sentimenti e di sensazioni… son costruiti come poesie e possono stare in piedi anche da soli, senza musica: “una svista/ mio amore tenue/ ma sufficientemente volgare/ un vago desiderio di tenerezze serali/ di labbra inesplorate/ regno di così frequente/ gocciolare” (da “una nuova tregua”)… ehm… ho citato ‘sto pezzo non a caso, perchè i testi sono ricchi di accenni a stati d’animo molto personali e molto intimi… visti con occhi romantici e allo stesso tempo un po’ malinconici (di chi soffre per amore ma non vuole smettere di soffrirre, capito?). Un disco che forse si apprezza di più da soli per la sensibilità con cui i testi sono scritti.

Tracce

1-leuco`
2-mille
3-stanze a ore
4-un tale singhiozza
5-l’una e l’altra riva
6-la bella eco
7-entro aprile
8-una nuova tregua

FiLESERVE

Valentina Dorme

Capelli rame

Fosbury Records / Audioglobe (2002)

Giorno di San Valentino 2002, festa degli innamorati, ricevo il nuovo lavoro dei Valentina Dorme. Come dire. Che i miei amori passati, presenti, futuri vengono l’uno dopo l’altro a farmi visita, come la favola di Dickens, scanditi dalle 12 tracce di ‘Capelli rame’. Che ogni disco dei Valentina Dorme è così: ti prende per mano e ti porta davanti allo specchio del tuo cuore. Là dove non puoi mentire?

E allora, per intenderci: “I danni in superficie sono incalcolabili, ma qui nessuno sanguina” perché “ho smesso per sempre di occuparmi un quarto d’ora al mese di te”. E ancora “Alla lunga ci si abitua a tutto anche alla mediocrità, non fa poi così male credimi” oppure “la nostra eclissi tra le eclissi è la migliore perché non è affatto parziale”.

Avete i brividi? Io sì. Perché se ‘Nuotare a delfino’, il precedente lavoro dei Valentina Dorme, erano ‘I Dolori del giovane Werther’, questo ‘Capelli rame’ è come ‘I Frammenti di un discorso amoroso’ di Roland Barthes: “mi conforta il tuo continuo sfuggirmi, il tuo spostarti senza tregua, le tue emozioni brevi”.

Tutto è visto con più distacco (sfiducia e disillusione?), il blu forzato macchiato di rossosangue di ‘Nuotare a Delfino’ ha lasciato il posto al bianco e nero della distanza, anticamera del ricordo prima e dell’oblio poi. Il dolore incontenibile, la passione irrefrenabile, si sono congelati in una amarezza di fondo che rende ancora più dure e vibranti testi già di per sé scarni ed essenziali “Rimani, perché averti qui, è più bello che guardare i corvi che affollano il mio patio quando nevica” (da ‘Guardare i corvi’). Insomma un disco da prendere e mettere tra le cose più care che si ha. Una perla, ma di più, un disco che ha lo stesso valore (affettivo e quindi incalcolabile) di quella lettera che custodite da giorni, mesi, anni nel cassetto.

Un disco fuori dal tempo e dalle mode, ancora più curato nella produzione rispetto a “Giorni spesi a guardare le siepi” (1997) e “Nuotare a delfino” (1999). Un disco dalla produzione impeccabile, pazzesco, se si pensa che rimane, perlopiù, autoprodotto (tutti i nostri auguri alla neonata Fosbury Records). Un disco in cui atmosfere sospese pronte a esplodere rimandano oltreoceano dalle parti di Smog e Will Oldham. Un disco di Canzoni d’Autore. Con la A di autore e la C di canzoni Maiuscole che in Italia attualmente trova ben pochi metri di paragone/confronto, ve l’assicuro a nome della redazione intera. Un disco con almeno 4 canzoni pressoché da infarto: su tutte ‘Tredici’, ‘Una colt’ , ‘Vanessa’ e ‘Nove nuovi amanti’ e le restanti altre ben sopra l’eccellenza (forse mi piace meno ‘Rosso’).

Già.

Per chi è rimasto senza De Andrè e, senza arrivare a tanto certo, però pagherebbe per ritrovare almeno un po’ di quell’insensata forza e disperata grazia nell’usare parole e immagini; per chi pensa che i la Crus già a metà del 2° disco avevano perso in innocenza alla ricerca di chissà poi quale successo commerciale. Per chi ancora piange la fine dei Massimo Volume e in particolar modo a chi ne aveva apprezzato la ‘deriva cantata’. Insomma, quanto tempo ancora ci metterete a capirlo ??

Valentina Dorme. Cuore che pulsa. Ventricoli in controluce. Chirurgia esatta del sentimento. Con grazia e poesia.

Valentina Dorme perchè
un cuore che batte
Valentina Dorme perchè
un cuore che si spezza
Valentina Dorme perchè
una morte apparente
Valentina Dorme perchè
un giorno si ricomincia a vivere

Valentina Dorme perchè come loro in Italia tutto questo nessuno l’ha detto mai.

Chi non lo capisce resti pure fuori e non dia fastidio. Grazie.

Questa è la vita. Questo è un disco splendido.

Tracce

1) nove nuove amanti (parte prima)
2) prova generale
3) una colt
4) claudia cardinale da giovane
5) tredici
6) ford
7) l’estate
8) rosso
9) vanessa
10) l’eclissi amore mio
11) guardare i corvi
12) nove nuove amanti (parte seconda) 

FiLESERVE

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Atleticodefina – Tutti Amano Tutti – 2007

Chi pensa che Pasquale De Fina abbia un debito troppo forte nei confronti di tematiche sonore tipiche degli Afterhours non l’ha mai ascoltato veramente. Questo disco evidenzia una raggiunta maturità espressiva. De Fina ha la rara capacità di dare spessore, grazie a ad una particolare rotondità di scrittura, quasi cantautorale e ad un prezioso lavoro di produzione, a brani che altrimenti rischierebbero di passare inosservati. Tutti amano tutti, nelle sue nove tracce esprime tutto il mondo sonoro dell’artista milanese, coadiuvato, dall’innesto al basso di Saturino Celani a fare compagnia a Giorgio Prette (Afterhours) e ad un manipolo di altri ospiti illustri (Pepe Ragonese, Mauro Pagani, Cesare Basile, Giuliano Dottori). Duetto con Syria in “Sono io”.
Atleticodefina
S/T
2005
Lucente / Venus Dischi

Tracklist:
1. 11 rose
2. Settembre antipop
3. Sono io
4. Salva il salvabile
5. Venere
6. Come si dorme bene
7. Musica e macerie
8. E’ stato come
9. Sentimento e devozione

Atleticodefina – S/T – 2005

Il primo album di Pasquale Defina, ex leader dei Volwo, formazione ormai sciolta che aveva riscosso entusiastici consensi da parte della critica e divenne uno dei gruppi più interessanti dell’underground italiano, si presenta con dieci canzoni dai testi introspettivi e di forte impatto emotivo, accompagnati da melodie ispirate a formazioni quali Afterhours e Radiohead. Il progetto Atleticodefina ha trovato l’adesione di musicisti come Giorgio Prette (Afterhours) alla batteria, Gianluca Mancini al pianoforte, Marco Ferrara al basso, Gianluca Dottori alla chitarra slide, Andrea Viti (Afterhours) al basso e Taketo Ghoara (mix, produzione). Rock italiano anni ’90.
Atleticodefina
S/T
2005
Lucente / Venus Dischi

Tracklist:
1. In equilibrio
2. Il modo migliore
3. Una canzone
4. Viola
5. Mio fratello ha il vento in faccia
6. Fermatevi
7. Beautiful loser
8. Crimea
9. Il mal di testa
10. Io e Max

Atleticodefina (ex Volwo) - ReWolwo (2009)

Descrivere il nuovo disco di Pasquale De Fina è un esercizio piuttosto complesso perché gli undici brani che lo compongono si prestano a due chiavi di lettura totalmente contrapposte tra loro. Infatti: se i contenuti dell’album restituiscono le qualità di un artista che, sia nelle sue opere soliste che nell’ambito di collaborazioni con altri musicisti, ha già dato evidenti e ripetute dimostrazioni di talento ed originalità; il modo di esprimerle ed interpretarle palesa una eccessiva tendenza (in particolare nel cantato e nella costruzione di alcuni ritornelli) a “scimmiottare” Manuel Agnelli.

Quindi a dispetto di una ricerca espressiva accurata e di un sound molto incisivo (un rock sporcato da inserti noise e blues), la bellezza di episodi come “La scomparsa del Re minore”, “Posto macchina n°69″ o “1926″ ed il tratteggio di una società malata e grottesca (“Non sono grave voglio la cura contro la peste delle banalità“) risultano fortemente ridimensionati. In realtà De Fina già più volte è stato tacciato di “sudditanza” nei confronti di Agnelli; ma, se in passato certi suoi slanci erano parsi piccoli peccati veniali, in questo “Revolwo” la situazione risulta decisamente più “preoccupante” tanto da far sembrare che lo spirito del leader degli Afterhours si impossessi di lui e ne trasfiguri la personalità.

Alla luce di tutto questo, si può dunque (provocatoriamente) affermare che se Manuel Agnelli non fosse mai nato Pasquale De Fina sarebbe un grande artista; nella realtà, invece, sta ancora sviluppando il suo carattere e faticando per dimostrare il talento che possiede.

Tracce

01. La scomparsa del Re Minore
02. Voglio un dottore
03. Esattamente la nostra volontà
04. Hey! Oh!
05. Cosa altro succederà?
06. Di un’ombra
07. Posto macchina n°69
08. Ora sorridi
09. Le mie considerazioni sbagliate
10. 1926
11. In between

Volwo - Viva Vittoria -

Rubens9 / Venus Dischi (2002)

Abbiamo atteso oltre due anni prima di vedere nei negozi questo “Viva Vittoria”, disco d’esordio a nome Volwo di cui il sottoscritto a suo tempo (ovvero quando il supporto era ancora sotto forma di ‘promo’) aveva già ampiamente lodato le qualità artistiche.

Solo ora, però, i 3 protagonisti (che col tempo sono diventati 4 dopo l’aggiunta di Andrea Viti al basso) danno alle stampe il master definitivo, raddoppiando il numero delle tracce rispetto a quelle contenute nel cd-r distribuito agli addetti ai lavori; e pur aumentando la ‘quantità’, la ‘qualità’ del lavoro mantiene livelli invidiabili, a dimostrazione che sono questi i progetti in cui pubblico e critica devono credere per guardare al futuro. Con pochissimi mezzi, infatti, il combo realizza un dischettino che sa coniugare la sperimentazione con la classicità, senza perdere, di vista, al contempo, il concetto della ‘forma canzone’ – a tal proposito consigliamo di gustare, almeno una volta, un live dei Volwo, esperienza ai confini del suono per la forte componente sperimentale.

L’album, naturalmente, sintetizza al meglio le atmosfere rarefatte che i Nostri ricreano dal vivo – situazione dove si avvalgono del supporto del quarto elemento – ed evidenzia, inoltre, una scrittura poco convenzionale rispetto alla media delle proposte italiane, dove svariati riferimenti (daiMorphine agli Spain, passando per SparklehorseEelsBradFolk Implosion e, più in generale, tutto il lo-fi) vengono ‘ricalibrati’ e sintonizzati sulle frequenze sonore della formazione milanese.

Gli intenti, d’altronde, sono chiari fin dall’iniziale “Versus”, sinteticaanteprima di altri 14 brani che vi sveleranno un pianeta, quello colonizzato da Volwo, assolutamente tutto da scoprire. Forse l’unica difficolta che incontrerete nel viaggio è legata alla sua durata: impiegherete infatti poco meno di un’ora – forse un po’ troppo per un’esplorazione completa – ma garantiamo che troverete innumerevoli motivi per soffermarvi più e più volte. Fra questi, da annoverare sicuramente “Lungo viaggio”, “L’Odontaiatria musicale”, “We love you (l’angelo)”, “Volo” e “Today”, senza però nulla togliere al resto del materiale, altrettanto interessante e che merita un ascolto appena più approfondito.

L’aspetto più importante – e aggiungerei ‘necessario’ – per gustare il lavoro, credo sia relativo ai momenti in cui deciderete di concedere la vostra attenzione; in quei frangenti, infatti, consigliamo la completa immersione nei solchi del cd, evitando qualsiasi contatto con l’esterno. Solo così facendo “Viva Vittoria” (vi) svelerà la sua intrinseca ‘bellezza’.

Tracce

1. Versus
2. We love you (l’angelo)
3. Lo scorpione
4. Metropolis
5. Tra Milano e Pavia preferisco Tropea
6. Walking on ice
7. Lungo viaggio
8. Volo
9. B.D.
10. Today
11. L’odontaiatria musicale
12. Nepal
13. Vicino a te
14. Respect
15. Dalle 06.00 alle 10.00

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