DOC FILM

http://ecx.images-amazon.com/images/I/5133TVP3Z0L.jpg
Regia: John Flynn
Uscita : 22/4/1994
Cast: Edward Walter Furlong, Frank Langella,…
Genere: Horror, Science Fiction
Durata: 1h 36m
———————————–
Trama:
Michael è un adolescente triste con una situazione familiare
complessa: sua madre è morta e suo padre è sempre assente per lavoro.
Il ragazzo vive così sempre tra computer, giochi di ruolo e film
dell’orrore. Un giorno scopre un nuovo passatempo: Brainscan, una
realtà virtuale che presenta una serie interminabile di scene
raccapriccianti e che rischia di trasformare Michael in un serial
killer.
Brainscan-Il_gioco_della_morte.avi (703.78 MB)
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Un film di Thomas Torelli.
Con Paolo Calabresi
Genere: Documentario

Durata 58 min.

Paese: Italia

Anno: 2010

Distribuzione: Iris Film Distribution
Uscita venerdì 2 aprile 2010

Ad un anno dal terremoto che ha devastato l’Abruzzo, Sangue e cemento ripercorre cause recenti e responsabilità remote di chi ha costruito male per risparmiare sui materiali e sulle tecniche, di chi doveva controllare, ma non lo ha fatto, degli amministratori che hanno favorito la speculazione a discapito della sicurezza dei cittadini, che hanno pagato un prezzo di 299 vittime. Interviste e testimonianze a sismologi, geologi, tecnici del territorio e delle costruzioni, avvocati e giudici arricchiscono questo film-documento che è stato realizzato dal Gruppo Zero, un collettivo di giornalisti, cineasti e comunicatori che producono documentari d’inchiesta per un’informazione corretta e libera da manipolazione.
Il documentario si apre con un ticchettio sinistro che accompagnerà tutta l’inchiesta, intensificandosi nei momenti di maggior pathos; il ticchettio è quello degli orologi che alle 3.32 del 6 aprile 2009 sono stati testimoni impotenti della tragedia. Compare il fermo immagine di un paese soleggiato, con montagne innevate sullo sfondo; c’è la luce, inizialmente, poi l’immagine viene desaturata fino al grigiore di un bianco e nero inquietante; e la metafora non poteva essere più efficace. Paolo Calabresi, il narratore che ci prende per mano e accompagna nell’indagine, mette subito sul tavolo la verità incontrovertibile della differenza tra il terremoto abruzzese e quello giapponese del 19 luglio 2008; dati alla mano, confronta intensità, feriti, morti, sfollati, edifici inagibili e la sentenza è davanti agli occhi: entrambi inevitabili, non è stato però il terremoto ad uccidere 299 persone in Abruzzo, dato che il più potente sisma giapponese non ha portato morti.
Questa è la tesi da dimostrare: è stata una catastrofe umana, non naturale. E per farlo Gruppo Zero si affida ad un montaggio alternato di spiegazioni in studio del narratore e interviste e indagini sul campo; in sottofondo, le musiche di Gabriele Pierro e Gianni Del Popolo commentano sommessamente le brucianti domande a cui si cerca di dare risposta. Il tono dell’inchiesta è amaramente sarcastico, ma non rassegnato: la voglia di mostrare le responsabilità e le inadempienze è forte, traspare, arriva come un pugno allo stomaco. Non c’è sensazionalismo, solo fatti, dati scientifici e tecnici, cartine, mappe, numeri per rendere più chiaro cosa è successo e cosa si sarebbe potuto fare per evitarlo. L’approccio all’inchiesta è quindi razionale, lineare: si concentra sugli aspetti geologici e sismici, non si insinua nel dolore dei singoli, nella tragedie umane fin troppo scandagliate dai media; a parlare di loro sono le case dilaniate, le cucine, le camere, i bagni affacciati nella desolazione delle macerie, ambienti intimi come scenografie teatrali che ricercano la verosimiglianza, ma attorno a sé non hanno niente, il vuoto. Un terremotato sottolinea come sia il silenzio a fare accapponare la pelle, ed è quel silenzio che questo documentario vuole rendere meno assordante, indagando su aspetti taciuti per interessi politici, burocratici, economici.
Sangue e cemento si chiude con due dei simboli della tragedia abruzzese, la casa degli studenti e Onna, il paese raso al suolo; lo spettatore è lasciato da solo a riflettere, non è bombardato da parole e lacrime; le immagini parlano da sole, non bisognano di commenti. La sequenza finale in via dei Calzolai ad Onna riassume la tragedia del 6 aprile 2009: devastazione, macerie, silenzio; solo un gatto che miagola in rappresentanza della vita.

Sangue.E.Cemento.2010.iTALiAN.DVDRip.XviD-TRL

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Musiche: Philip Glass
Produzione: INSTITUTE FOR REGIONAL EDUCATION SANTA FE
Paese: USA 1988
Genere: Documentario
Durata: 99 Min
Formato: Colore

Regista ed autore delle musiche, seguendo il loro particolare filo conduttore, in questo film concentrano tutta la loro attenzione sul lavoro dell’uomo, sull’opulenza dell’occidente e le inutili fatiche del terzo mondo, dopo aver affrontato la contrapposizione tra la natura e il lavoro dell’uomo in ‘Koyaanisqatsi’.


Note:
- E’ IL SECONDO FILM – SEI ANNI DOPO ‘KOYAANISQATSI’ – DI UNA TRILOGIA DI FILM MUSICALI CON REGGIO ALLA REGIA E GLASS ALLA COLONNA SONORA. SEGUIRA’ ‘NAQOYATSI.

 

Powaqqatsi.1988.iTALiAN.DVDRip.XviD.avi (1.25 GB)
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Fotografia: Russell Lee Fine
Montaggio: Jon Kane
Musiche: Philip Glass
Produzione: QATSI PRODUCTIONS, MIRAMAX FILMS
Distribuzione: MIKADO
Paese: USA 2002
Uscita Cinema: 25/07/2003
Genere: Documentario
Durata: 89 Min

Il film, episodio conclusivo della trilogia “Qatsi” (i precedenti, Koyaanisqatsi e Powaqqatsi) è la cronaca dell’evento più significativo degli ultimi cinquemila anni: il passaggio dalla vecchia natura primitiva alla nuova natura inventata dall’uomo, la tecnologia. E’ un documento lirico sui temi della civiltà della violenza, dei valori dell’uomo globalizzato e della velocità.


Note:
- PRODUTTORE ESECUTIVO: STEVEN SODERBERGH. – PRESENTATO FUORI CONCORSO ALLA 59MA MOSTRA DEL CINEMA DI VENEZIA (2002.).- FILM CONCLUSIVO DELLA TRILOGIA DI FILM CON I TITOLI IN LINGUA HOPI – UNA TRIBU’ DI PELLEROSSA CHE ORA VIVE IN ARIZONA – INIZIATA VENT’ANNI PRIMA – NEL 1982 – DA REGGIO E GLASS CON ‘KOYAANISQATSI’ (VITA SQUILIBRATA) E CON ‘POWAQQATSI’ – SEI ANNI DOPO – SUL LAVORO DELL’UOMO, SULL’OPULENZA OCCIDENTALE E LE FATICHE DEL TERZO MONDO.
Naqoyqatsi.2002.iTALiAN.DVDRip.XviD.avi (1.44 GB) 
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Sceneggiatura:Godfrey Reggio
Fotografia:Ron Fricke
Musiche: Philip Glass
Produzione: GODFREY REGGIO
Distribuzione:IMC (1984)
Paese: USA 1983
Genere: Allegorico, Documentario
Durata: 80 Min
Formato: Colore NORMALE

Quando gli Hopi – una antichissima tribù di pellirossa dell’Arizona – pronunciano in un contesto di profezie la parola “Koyaanisqatsi” che vuol dire “la vita senza equilibrio”, intendono riferirsi agli squilibri e follie di una vita in via di degradazione, alla quale necessita un nuovo stile. Ispirandosi a un tale concetto, questo film (che film però è al tempo stesso un vero e proprio documentario) mira a raffrontare la maestà della natura – terre, mari, cieli – là dove essa è ancora incontaminata, con le precarie e spesso assurde realizzazioni della umanità di oggi, disancorata dai valori più essenziali e, appunto, naturali, lanciata in una corsa demenziale verso il consumismo, l’automazione, le conquiste tecnologichee, forse, la propria stessa fine. Immagini naturali e urbane si suggeguono in un montaggio ora accelerato ora rallentato, ritmato dalla musica che svolge un ruolo chiave.
Note:
- E’ IL PRIMO FILM DI UN TRITTICO CHE VEDE LA COLLABORAZIONE TRA REGGIO ALLA REGIA E GLASS ALLA COLONNA SONORA.

Koyaanisqatsi.1982.iTALiAN.DVDRip.XviD.avi (1.08 GB)
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Un film di Robert Hamer

Titolo originale: Kind Hearts and Coronets.

GenereCommedia
Colore: b/n
Durata 104 min.
Paese: Gran Bretagna
Anno1949
Per aggiudicarsi il titolo di Lord, simpatico mascalzone deve sbarazzarsi di otto consanguinei concorrenti. Ottenuto lo scopo e vicino a un ricco matrimonio, è condannato a morte per un delitto che non ha commesso. Graziato, commette un errore fatale. Dal romanzo di Roy Horniman, un classico della commedia britannica postbellica e un gioiello satirico di umor nero. un po’ datato, ma come un mobile antico. A. Guinness in 8 parti.

Sangue blu.avi (753.74 MB)

FiLESERVE

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TRAMA:

Circa 150 anni fa le ‘corporation’, cioè le società per azioni, erano un’entità abbastanza insignificante. Oggi sono diventate una presenza forte e prepotente nelle nostre esistenze, come lo sono stati la Chiesa, la Monarchia e il partito comunista, in alcuni luoghi, in alcune contingenze storiche. Però la storia ha avuto ragione su quelle istituzioni dominanti, ha tolto loro il potere, le ha umiliate e le ha riassorbite nel suo ordine universale. Ora tocca alla ‘corporation’ affrontare la sfida. Il documentario, nato dalla cooperazione di Mark Achbar e di Jennifer Abbott, indaga sulle ripercussioni a lungo termine del fenomeno, ponendo domande sulla storia di questa istituzione, sui possibili impatti con il mondo, sulle possibilità future e fa scendere in campo, con delle interviste, anche Noam Chomsky, Michael Moore e Howard Zinn.
Soggetto:
DAL LIBRO DI JOEL BAKAN “THE CORPORATION: LA PATOLOGICA RICERCA DEL POTERE E DEL PROFITTO” FANDANGO LIBRI EDIZ.

REGIA: Jennifer Abbott, Mark Achbar

GENERE: DOCUMENTARIO

FORMATO: DVD5

Lingue: Italiano/Inglese 

ANNO: 2003 (Canada)

GIUDIZIO: video 10 / audio 10

NOTE per i meno esperti: La cartella VIDEO_TS ottenuta masterizzarla o con Nero (opzione VideoDVD) o con CloneDvd2

The.Corporation.2003.iTALiAN.PAL.DVD5

Inclusi file .rev per recuperare pack mancanti

http://www.fileserve.com/file/eu96CPt/The.Corporation.2003.iTALiAN.PAL.DVD5.part1.rar

http://www.fileserve.com/file/2pMmPRV/The.Corporation.2003.iTALiAN.PAL.DVD5.part1.rev

http://www.fileserve.com/file/rVUMYsf/The.Corporation.2003.iTALiAN.PAL.DVD5.part2.rar

http://www.fileserve.com/file/vxWG2rZ/The.Corporation.2003.iTALiAN.PAL.DVD5.part2.rev

http://www.fileserve.com/file/dRKwz5x/The.Corporation.2003.iTALiAN.PAL.DVD5.part3.rar

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Un film di Ascanio Celestini.
GenereDocumentario
Durata 75 min.
Paese: Italia
Anno2007
Produzione: Fandango

Parole sante è il secondo documentario di Ascanio Celestini che torna a parlare di lavoro e sfruttamento dopo Senza paura che si occupava della vicenda di sei lavoratori notturni. Il noto drammaturgo ha incontrato un gruppo di precari che hanno lavorato in questi anni nel più grande call center italiano. Migliaia di persone sono passate per l’Atesia con sede a Cinecittà in un’anonima palazzina che solo all’apparenza sembra un condominio qualunque. Numeri da capogiro: trecentomila telefonate al giorno, quattromila impiegati.
La storia prende vita attraverso le loro interviste e le loro parole. Per quanto Celestini voglia trovare delle risposte, il filmato solleva domande scomode su questa realtà poco approfondita ma, più in generale, ricostruisce le forme di organizzazione e lotta passando dai sindacati per arrivare ai partiti e allo Stato. In modo chiaro e diretto, viene cancellata l’idea che la flessibilità possa essere uno strumento per calare la disoccupazione. Rimane, però, la confusione su cosa sia un lavoratore precario. Sono persone che scelgono la flessibilità per sentirsi più libere oppure sono subordinati a cui le aziende fanno un contratto a progetto per risparmiare? Difficile trovare una collocazione per loro visto che il mercato del lavoro cambia di giorno in giorno.
Il documentario si preoccupa non solo di fornire stime precise su un fenomeno sempre più preoccupante ma sottolinea anche il forte disagio emotivo vissuto da molti ragazzi che, spesso, accettano un lavoro pagato cinquecentocinquanta euro. Fugge l’inchiesta esattamente come si allontana dalla trappola di cadere nella distinzione tra politica e anti-politica. Il cinema e teatro sono politici nel loro stesso essere in quanto parlano di cose che accadono alle persone.

Parole.Sante.2007.iTALiAN.DVDRip.XviD-ENCRyPTED.avi (697.24 MB)

FiLESERVE

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Un film di Richard Lester.
Con John Lennon, Paul McCartney, Ringo Starr, George Harrison, The Beatles.

continua»

Titolo originale A Hard Day’s Night.
GenereMusicale

Durata 85 min.

Paese: Gran Bretagna

Anno1964

Finto documentario su una “dura giornata” dei Beatles che a Liverpool prendono un treno per Londra dove devono registrare uno spettacolo per la TV, portando con sé, oltre a due accompagnatori, il nonno di Paul (W. Brambell), vecchietto occhialuto, mettimale e sottaniere, ghiotta invenzione dello sceneggiatore Alan Owen che si guadagnò una candidatura all’Oscar. “The Citizen Kane of Jukebox movies” (Andrew Sarris). Comincia di corsa, e di corsa continua, almeno fino agli ultimi dieci minuti che sono trionfali, dunque statici. Contagioso per l’allegria, la gioia di vivere, il vitalismo, l’agilità, la disinvoltura con diverse sequenze memorabili e una spregiudicata contaminazione tra gli influssi della Nouvelle Vague francese e quelli del Free Cinema britannico. Un film giovane al passo dei fervidi anni ’60.



The Beatles – A Hard Day’s Night – Sub ita.avi (769.11 MB)

FiLESERVE

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 Sotto.Scacco
.2010.iTALiAN.AC3.DVDRip.XviD

Sotto Scacco – di Marco Lillo e Udo Gumpel. Una ricostruzione storica del passaggio dalla prima alla cosiddetta seconda repubblica in Italia e del ruolo della mafia in questa transizione mai compiuta.

 
sotto scacco.avi (1.28 GB) 
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IL RACCONTO DEL VAJONT
1956/9-10-1963

1993
orazione civile composta da Marco Paolini e Gabriele Vacis
con la collaborazione di Gerardo Guccini e Alessandra Ghiglione
interpretazione e regia Marco Paolini
organizzazione e distribuzione Michela Signori
produzione MOBY DICK – Teatri della Riviera
durata 3 h 15’

‘Premio Speciale Ubu’ 1995 per il Teatro Politico, ‘Premio Idi’ 1996 per la migliore novità italiana; la trasmissione del RACCONTO DEL VAJONT (in diretta su Rai 2 il 9 ottobre 1997) ha ricevuto l’Oscar della televisione come miglior programma del 1997.

Quanto pesa un metro cubo d’acqua?
Un metro cubo d’acqua? Mille chili, una tonnellata. Una tonnellata va bene?
Le frane le misurano a metri cubi. Il metro cubo è l’unica cosa che resta fissa, perché poi la densità, il peso, cambiano.
Il 9 ottobre 1963 dal monte Toc, dietro la diga del Vajont, si staccano tutti insieme 260 milioni di metri cubi di roccia.
Vuol dire quasi sei volte più della Valtellina.
Vuol dire seicento volte più grande della frana della Val di Stava.
Duecentosessanta milioni di metri cubi di roccia cascano nel lago dietro alla diga e sollevano un’onda di cinquanta milioni di metri cubi. Di questi cinquanta milioni, solo la metà scavalca di là della diga, solo venticinque milioni di metri cubi d’acqua… Ma è più che sufficiente a spazzare via dalla faccia della terra cinque paesi: Longarone, Pirago, Rivalta, Villanova, Faè.
Duemila i morti.

La storia della diga del Vajont iniziata sette anni prima, si conclude in quattro minuti di apocalisse, con l’olocausto di duemila vittime. …

Ustica e Vajont per me non sono come gli altri spettacoli, preferisco non estrapolare parti del testo, sono storie che vanno ascoltate o lette per intero.

IL TESTO DE ‘IL RACCONTO DEL VAJONT’ È PUBBLICATO DA GARZANTI, MILANO 1997
Il video dello spettacolo è pubblicato da Einaudi, Torino 1999

Il racconto del Vajont – Marco Paolini

“Il racconto del Vajont” aiuta a capire un “disastro naturale” che non è stato affatto naturale, ma provocato dall’uomo. Aiuta anche a capire una tragedia tipicamente “italiana”, con le grandi e piccole ingiustizie, con i cittadini che si trovano scorretti ad affrontare uno “Stato nello Stato” (è il giudizio di un democristiano sulla società costruttrice della diga nel 1961). E illumina le trasformazioni che hanno attraversato il nostro paese dal dopoguerra a oggi.

Marco Paolini – Vajont.avi (1.76 GB)

Marco Paolini – Vajont – Ricorda di non dimenticare – Tv-rip.avi – ITA

FiLESERVE

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Presentato da: Jean Michel Cousteau
Regia: Jean-Jacques Mantello
Doppiatori italiani: Aldo, Giovanni e Giacomo: narratori
Paese : Regno Unito
Anno : 2009
Durata : 82 min
Genere : Documentario

Trama:
Quasi i tre quarti della superficie terrestre è coperta da oceani. Il mare e gli oceani hanno svolto un ruolo cruciale nella storia e il sostentamento dell’umanità, ma il mondo subacqueo ci riserva ancora molti segreti. Seguendo i fratelli Mantello sotto le onde dell’oceano, il documentario esplora le profondità del mare, mostrando i molti pericoli e misteri delle profondità oceaniche e un mondo sottomarino minacciato ed in pericolo, popolato da creature a tratti affascinanti e talvolta un po’ inquietanti.
Le scene del documentario esplorano le foreste di alghe (kelp forests) californiane, la Grande barriera corallina in Australia, l’isola di Roca Partida nelle acque del Messico, dimora di centinaia di squali differenti e di numerosi altri animali marini. Vengono mostrati inoltre molti animali comuni che vivono negli oceani, come la manta e i suoi balletti, la solenne processione degli squali martello, la caccia al rallentatore del pesce scorpione, un gruppo di giovani delfini che giocano con un’alga, l’aspetto caratteristico di una “danzatrice spagnola”, gli incontri ravvicinati con i più grandi cetacei del pianeta.



Menù: SI
Audio: ITA/ENG
Subs: ITA
Extra: SI
Oceani.2010.iTALiAN.PAL.DVD9
http://www.fileserve.com/file/FnxCGtt/Oceani.2010.iTALiAN.PAL.DVD9.part3.rar

http://www.fileserve.com/file/cBwqUDV/Oceani.2010.iTALiAN.PAL.DVD9.part2.rar

http://www.fileserve.com/file/s5X7bZt/Oceani.2010.iTALiAN.PAL.DVD9.part1.rar

http://www.fileserve.com/file/pkxcPez/Oceani.2010.iTALiAN.PAL.DVD9.part4.rar
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Regia: Michael Moore
Sceneggiatura:Michael Moore
Attori:Michael Moore, Debbie Petriken
Fotografia: Mike Desjarlais
Montaggio:Christopher Seward, Kurt Engfehr, T. Woody Richman
Musiche: Jeff Gibbs
Produzione: MICHAEL MOORE PER DOG EAT DOG PRODUCTION E MIRAMAX FILMS
Distribuzione:
BIM
Paese:
USA 2004
Uscita Cinema:
27/08/2004
Genere:
Documentario
Durata:
110 Min
Formato:
Colore


Sono il più patriottico degli Americani perché credo nei principi che hanno dato vita a questa nazione e mi do da fare perché vengano ristabiliti”. Così Michael Moore in un’intervista per la ‘bibbia’ del cinema “Variety”. In effetti Fahrenheit 911 è un film patriottico perché crede nel popolo americano pur non avendo alcuna fiducia in chi lo governa in questo periodo. Moore riduce al minimo, rispetto a Bowling a Columbine, la sua presenza sullo schermo per lasciare spazio al suo nemico pubblico numero 1 George W. Bush e al gruppo che ha portato alla Casa Bianca dopo un’elezione che ha lasciato dietro di sé più di un dubbio di legittimità. Moore però non si limita a mostrare e dimostrare le bugie dell’Amministrazione Bush (dai rapporti con Bin Laden alle dichiarazioni contraddittorie nell’arco di poco tempo sull’Iraq) ma va a cercare tra il popolo i motivi dell’arruolamento dei giovani nell’esercito per giungere poi, in un’apoteosi di populismo mediaticamente efficacissimo, ad andare davanti al Senato a offrire ai senatori il modulo per l’arruolamento da consegnare ai loro figli. Una democrazia che voglia avere il diritto di proclamarsi tale ha bisogno di ‘arrabbiati’ come il premio Oscar Moore.

File Info:

File: Fahrenheit.9-11.2004.iTALiAN.DVDRip.XviD-PAg0sT.avi
Size: 1612293432 bytes (1.50 GiB),
duration: 01:57:40, avg.
bitrate: 1827 kb/s
Audio: ac3, 48000 Hz, 5:1, 448 kb/s
Video: mpeg4, yuv420p, 720×380, 25.00 fps(r)
DblacK

Fahrenheit.9-11.2004.iTALiAN.DVDRip.XviD-PAg0sT.avi (1.5 GB)

FiLESERVE

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Titolo originale: Religulous
Nazione:
U.S.A.
Anno:
2008
Genere:
Documentario
Durata:
101′
Regia:
Larry Charles
Sito ufficiale:
www.lionsgate.com/religulous

Cast: Bill Maher, Jose Luis De Jesus Miranda, Andrew Newberg, Steve Berg
Produzione: Thousand Words
Distribuzione: Eagle Pictures
Data di uscita: 13 Febbraio 2009 (cinema)

Bill Maher è un comico da noi poco conosciuto ma che negli Stati Uniti è da quasi vent’anni uno dei più noti protagonisti dei late night shows. Uno stand-up comedian che da sempre rivolge gran parte dei suoi monologhi verso una totale demitizzazione dei dogmi delle varie religioni del mondo, ogni volta demistificati attraverso lo strumento dell’ironia e rese vittime sacrificali delle sue caustiche punchlines. Accompagnato dal regista di Borat, Larry Charles, e dalla sua troupe, Maher compie un viaggio intorno al mondo intervistando vari esponenti di numerose religioni, da quelle più assurde ed improbabili che si annidano nell’entroterra americano, fino ai credo più istituzionalizzati e perciò considerati inviolabili. Politici e artisti devoti vengono ascoltati, anche addetti di un parco a tema della Florida inequivocabilmente chiamato “The Holy Land”. A questi Maher oppone in ogni occasione il suo personale credo del “dubbio” e della dissacrazione.
Se si sospende per un attimo l’essenza del lavoro sul metalinguaggio che la categoria del “mockumentary” (il falso documentario) implica per necessità, Religiolus può essere a suo modo considerato un “mock-documentary”, nel senso più letterale del termine: quello di un documentario che elegge il verbo “to mock” a vero e proprio principio ispiratore. D’altronde lo stesso titolo originale (Religulous) è un gioco linguistico e al tempo stesso una precisa dichiarazione d’intenti: si tratta di un documentario con un fine marcatamente canzonatorio, quello di mettere in ridicolo lo stesso concetto di religione. E Maher è il portavoce ideale di tale tipo di operazione. Motivato da una saggezza epicurea e da una retorica voltairiana, il comico americano parte da un principio incontrovertibile: la ratio deve sempre dominare sulla religio, la saggezza immanente deve sempre risultare superiore ad ogni superstizione trascendente. Maher e Charles avvalorano tale ipotesi partendo dal dato storico che le religioni non solo sono state per millenni “oppio dei popoli” per eccellenza, ma anche causa, supporto o giustificazione per guerre, eccidi, soprusi e morte. Molte delle domande che Maher pone in questo documentario, fra un’intervista e uno sfottò con questo e quell’esponente religioso, sarebbe opportuno sentirle fare un po’ più spesso al di fuori di una sala cinematografica, visto che quel che vi è all’esterno è un mondo che troppo spesso impone politicamente, culturalmente e storicamente l’idea di religione come “religione di stato”, punto di vista unico sulle cose e sulla natura.
Il vero problema che un film come Religiolus pone, va al di là dei contenuti che promuove. Il film è poco più di un divertente e lungo spot in favore dell’agnosticismo, una forma di propaganda satirica che, sebbene parli ad una minoranza silenziosa che riguarda almeno il 10% di persone che abitano questo mondo, resta pur sempre propaganda mutuata sul linguaggio dell’infotainment televisivo. Contagiati così da una sindrome che vede in Michael Moore uno dei principali portatori virali, Maher e Charles non permettono alcuna dialettica possibile con lo spettatore, non invitano ad alcuna speculazione o riflessione che non finisca che con l’accentrarsi su di un cieco dibattito fra opposizioni stagne. Chi ride “con Maher”, ride perché il film ha il merito di interpretare il suo pensiero attraverso il filtro dell’ironia; chi ride “di Maher” (oppure non ride proprio), lo fa appellandosi alla faziosità, se non all’offesa o al dileggio personale. Il tutto nel nome di una crociata che vede scontrarsi senza riserve, da una parte e dall’altra, atei e devoti, pii e miscredenti, razionalisti e spiritualisti, iconoclasti ed iconofili, angeli e demoni. Ognuno diviso su posizioni che mai, neanche di fronte ad un giudizio universale, potranno incontrarsi.

Religiolus.Vedere.Per.Credere.2008.iTALiAN.DVDRip.XviD-Republic.avi (699.96 MB)

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